(ANSA) – ROMA, 09 MAR – MARCO ENRICO LONGI, LE VERITA’
SOVRAPPOSTE (EUROPA EDIZIONI, 405 PAGINE) Un viaggio interiore
che prende corpo attraverso un viaggio nel sud-est asiatico.
Quanti misteri attraversano il nuovo romanzo di Marco Enrico
Longi, “Le verità sovrapposte”, recentemente uscito per i tipi
di Europa Edizioni.
La storia, che si svolge verso la fine degli anni novanta,
inizia e termina a Roma. Si apre con la crisi professionale e
privata del protagonista principale, Giorgio De Marchi, un
famoso scrittore di gialli. Uomo buono ma cinico, calcolatore,
asservito al denaro e al successo, un po’ vigliacco anche in
amore, che non riesce a scrivere il finale del romanzo che deve
consegnare all’editore e d’improvviso constata che il suo
sentimento per Flavia si è inaridito. Giorgio decide di fare una
pausa: un viaggio a Bangkok e in Myanmar. Ma a Fiumicino, dove
il suo volo ritarda inspiegabilmente, mentre ripensa agli eventi
salienti degli ultimi tre anni della sua vita si susseguono
misteriosi avvenimenti animati da ambigui personaggi.
Durante il soggiorno a Bangkok – da Longi descritta con crudo
realismo attraverso immagini che evidenziano le sconcertanti
contraddizioni della megalopoli tailandese – il tormentato
scrittore deve fare i conti con le sue scelte passate e le
questioni in sospeso. Giorgio oscilla fra i dubbi, che una parte
di sé respinge per mezzo di comportamenti consueti. Ma la verità
a poco a poco prende il sopravvento, anche chiarendo il suo
rapporto con Michelle, l’amica del cuore della sua Flavia,
anch’essa in viaggio nel sudest asiatico alla ricerca di
testimonianze e documenti per realizzare un libro su suo padre,
un famoso corrispondente di guerra in quei territori.
Lasciata Bangkok, Giorgio prosegue in Myanmar, lasciandosi
sedurre subito dai ritmi pacati della quotidianità, dalla
popolazione gentile e cordiale, Insieme a Kalya, la giovane
guida birmana, comincia un viaggio itinerante fra le
straordinarie bellezze del paese, monumenti e templi, dove alla
continuazione del processo interiore si sovrappone la faticosa
maturazione del rapporto fra i mondi distanti dello scrittore e
della ragazza.
Giorgio a poco a poco si immerge nell’irresistibile
spiritualità che pervade il Paese, che lo seduce, gli apre
orizzonti di meditazione e chiavi di lettura inedite per
dissipare dubbi e rispondere agli inquietanti interrogativi che
hanno determinato la sua crisi.
Verso la fine del viaggio, Giorgio sembra avere fatto
finalmente pace con il suo passato, ritrovato la vena migliore
per modificare il romanzo incompiuto ed essere felicemente
pronto a una diversa, serena quotidianità. Ma manca ancora
qualcosa. Soltanto quando saranno chiarite le “verità
sovrapposte”, un nuovo equilibrio fra realtà e immaginazione
prospetterà la soluzione finale agli enigmi descritti.
Longi è in possesso di una tecnica raffinata, con la quale
“fa vedere” al lettore le vicende che descrive, lo catapulta sul
palcoscenico del romanzo facendolo partecipe dei tormenti del
protagonista. Una scrittura avvincente, di grande forza
espressiva, in altri passaggi delicata e capace di illustrare la
poesia sovente racchiusa nelle vicende narrate. (ANSA).