E sarebbe Moataz al-Khawaja, 23 anni, secondo i media israeliani, il nome del palestinese responsabile dell’attentato. Si tratta, secondo le informazioni raccolte finora, di un uomo di Hamas che di recente era stato in carcere per oltre un anno in Israele per possesso d’armi. Era originario di Naalin, un villaggio nella zona di Ramallah. Nel frattempo le manifestazioni anti governo sono terminate.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu intanto era arrivato a Roma, per la sua terza visita all’estero dall’insediamento del nuovo governo. Prima tappa al ghetto con il saluto alla comunità ebraica, alla presenza della presidente Ruth Dureghello, la presidente dell’Unione comunità ebraiche d’Italia Noemi Di Segni e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. Durante la cerimonia dei saluti alla sinagoga di Roma è arrivata la notizia dell’attentato a Tel Aviv. Netanyahu, informato dell’accaduto, ha immediatamente espresso “speranze e preghiere per la veloce guarigione dei feriti. Continueremo a costruire la nostra nazione, ad approfondire le nostre radici e a costruire il nostro futuro comune. Come fratelli e sorelle”, ha affermato il leader del Likud. Nel corso del suo intervento Netanyahu ha anche ricordato” le sfide che abbiamo di fronte a noi: domani incontrerò il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e le presenterò i miei timori rispetto a tanti argomenti, uno di questi è l’Iran”, che “spaventa tutta l’Europa e il mondo”. “Quello che dobbiamo fare è cercare di non farci sopraffarre da questa potenza”, ha aggiunto, sottolineando che “siamo un popolo solo”. Immagini video diffuse da Times of Israel, mostrano il segretario militare Avi Gil che parla all’orecchio di Netanyahu durante l’incontro in sinagoga, per informarlo dell’attacco. Successivamente si vede Netanyahu dare istruzioni al suo capo dello staff, Tzachi Braveman.
“Un’operazione eroica”: così il portavoce di Hamas Hazem Kassem ha commentato, da Gaza, l’attentato di Tel Aviv. Questo episodio, secondo Hamas, “è una reazione naturale e molto rapida al crimine di oggi a Jaba“, il villaggio della Cisgiordania dove in mattinata tre miliziani della Jihad islamica sono stati uccisi da una unità militare israeliana mentre sembravano in procinto di compiere un attacco. “Sono terminati i tempi in cui gli occupanti potevano ucciderci impunemente” ha detto ancora Kassem. In diverse città della Cisgiordania vengono intanto distribuiti dolciumi ai passanti in segno di gioia per l’attentato di Tel Aviv.
Netanyahu a Roma alla Sinagoga
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