“I nostri oceani e i nostri suoli nascondono ancora una miriade di domande importanti senza risposta. Il progetto Trec cambierà questa situazione”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Embl, Edith Heard. “Grazie ai progressi scientifici e tecnologici compiuti negli ultimi anni – ha aggiunto – ora disponiamo degli strumenti e delle conoscenze necessarie per documentare, esaminare e sondare gli ecosistemi costieri a livello molecolare, sulla terraferma e in mare, in tempo reale, con molti partner di diverse nazioni”.
Il 40% della popolazione europea vive in regioni costiere, ecosistemi che ospitano una ricchissima diversità di forme di vita, e svolgono un ruolo fondamentale per la stabilità e la sostenibilità di ecosistemi più ampi. Tuttavia le attività antropiche come l’inquinamento, l’agricoltura e la costruzione di edifici, nonché la crisi climatica, stanno portando a un’accelerazione della perdita di diversità genetica delle specie e alla distruzione degli ecosistemi funzionali.
Nasce allora l’urgenza di comprendere meglio, anche a scala molecolare, le interazioni esistenti tra tutti gli organismi presenti e le pressioni esercitate dall’esterno. Per questo nasce Trec, un progetto che prevede di analizzare la biodiversità e l’adattabilità molecolare della vita su scala molecolare con campionamenti in 120 siti in 46 regioni di 22 Paesi europei, nel corso del 2023 e 2024. “La natura paneuropea di questo progetto – ha detto Peer Bork, direttore della sede Embl di Heidelberg e coordinatore del progetto Trec – consentirà un campionamento standardizzato. In questo modo sarà possibile confrontare e sondare i dati a livello europeo, non regionale o nazionale, in una maniera che finora non era possibile”.