Kiev: respinti 102 attacchi russi nelle ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore le forze ucraine hanno respinto 102 attacchi russi nelle direzioni di Limansk, Bakhmut, Avdiivka, Maryinka e Shakhtarsk, dove le truppe di Mosca continuano le operazioni offensive nonostante le forti perdite: lo ha reso noto lo Stato Maggiore dell’esercito di Kiev nel suo rapporto quotidiano sulla situazione al fronte. Lo riportano i media nazionali.
Nella direzione di Bakhmut, proseguono i tentativi russi di catturare la città, sottolinea il rapporto, e anche nelle direzioni Kupyansk e Limansk le forze russe stanno cercando di sfondare le difese ucraine. I russi sono sulle difensive invece nelle direzioni Zaporizhzhia e Kherson. Ieri le forze ucraine hanno colpito un sistema missilistico antiaereo russo, oltre ad un posto di comando, due aree con una forte concentrazione di soldati russi e due depositi di munizioni e carburante.
Schiaffo di Hollywood a Putin: premiato il documentario “Navalny”
Hollywood ha dato uno schiaffo simbolico al presidente russo Vladimir Putin. Con la premiazione del documentario “Navalny”, dedicato a Alexey Navalny, l’oppositore di Putin, seguito dalla sua ascesa politica all’arresto, una volta tornato a Mosca. Navalny è sopravvissuto anche a un tentativo di avvelenamento e attualmente è sottoposto a isolamento in carcere. “Mio marito è in prigione perché difende la democrazia e dice la verità – ha detto la moglie, Yulia Navalnaya – io non vedo l’ora di rivederti libero, resisti, amore mio”. Il regista, Daniel Roher, ha fatto un breve discorso, leggendo gli appunti segnati su un taccuino. “Questo premio – ha detto – è dedicato all’Ucraina e tutti i prigionieri nel mondo, incarcerati per difendere la democrazia”.
ISW: Putin a caccia di capri espiatori per i fallimenti russi
Secondo l’Institute for the Study of War, Putin sta usando le pesanti perdite del gruppo Wagner, oltre alle notizie sul basso morale delle truppe e sui crimini di guerra, per distrarre il pubblico da problemi maggiori dell’esercito. “La maggior parte della copertura russa delle battaglie per Bakhmut si concentra sulle pesanti perdite dei wagneriani, il che consente al Ministero della difesa russo di nascondere o minimizzare altre perdite delle forze russe”, afferma il rapporto. L’ISW sottolinea che il Ministero della difesa rimane a favore di Putin, nonostante le schiaccianti sconfitte subite all’inizio del mese scorso. “Mentre Prigožin ha visto Bakhmut come un’opportunità per ottenere influenza sul Cremlino e sul Ministero della difesa russo per raggiungere i propri obiettivi commerciali e politici, Putin ha utilizzato il gruppo Wagner per proteggere il suo regime dalle disastrose conseguenze della mobilitazione”, aggiungono gli analisti.
Il Donbass devastato dalla guerra
Donetsk
Politico.com: Crepe nei rapporti fra Usa e Kiev
Il sito Politico.com riferisce di crepe all’interno dell’amministrazione americana sul rapporto con Kiev. Gli argomenti vanno dal sabotaggio di Nord Stream, alla difesa brutale ed estenuante di Bakhmut, considerata non strategica, al piano di combattere per una regione dove le forze russe sono presenti da quasi dieci anni. Secondo le fonti citate da politico.com alcuni all’interno dell’amministrazione sarebbero preoccupati dall’eccessivo uso di munizioni da parte di Kiev in quanto potrebbe mettere a rischio la capacità ucraina di fronteggiare un’offensiva di primavera.
Sipri: Con la guerra raddoppiate le importazioni di armi in Europa nel 2022
Secondo un rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri) le importazioni di armi in Europa sono quasi raddoppiate nel 2022, grazie alle massicce forniture all’Ucraina, ormai diventata la terza destinazione mondiale di forniture belliche. Con un’impennata del 93% rispetto all’anno precedente, le importazioni sono aumentate anche a causa dell’aumento della spesa militare da parte di diversi Stati europei come la Polonia e la Norvegia, e si prevede che accelererà ulteriormente, secondo lo studio di riferimento. Escludendo l’Ucraina, l’aumento delle importazioni europee nel 2022 è stato del 35% , secondo i dati del Sipri.
Parigi 2024. Vilnius e Praga: No ad atleti russi e bielorussi alle olimpiadi
Il parlamento della Lituania ha votato all’unanimità di chiedere al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di bandire gli atleti russi e bielorussi dalle Olimpiadi di Parigi 2024 fino al termine della guerra in Ucraina, e ha chiesto ai parlamenti di tutti i Paesi del mondo di opporsi a qualsiasi proposta che consenta agli atleti e ai funzionari sportivi russi e bielorussi di partecipare ai Giochi olimpici sotto una bandiera neutrale. A Praga, il Senato della Repubblica Ceca con una risicata maggioranza (67 a 63) ha indirizzato il Comitato olimpico nazionale di non consentire la partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi di Parigi. “È impensabile che un Paese che ha provocato una guerra promuova il suo regime attraverso i suoi atleti”, ha detto il vicepresidente del Senato, Jiri’ Ruzcka.