Il cuore del pianista di Carate Brianza restano gli appuntamenti nelle sale da concerto inseriti nei programmi di stagione nelle grandi città. “Tengo molto a suonare con l’orchestra – spiega – ma negli ultimi anni ho avuto la possibilità di portare la mia musica in luoghi diversi, nelle scuole e ai ragazzi, nei centri sperduti dove di solito arriva poca musica, alle persone che la desiderano e ne hanno bisogno”. I soggiorni di ogni residenza artistica prolungata saranno quindi arricchiti da incontri con le scuole e le università, le persone più sfortunate che non possono andare nelle sale, chi soffre negli ospedali o nelle carceri, e paesini sperduti lontani dalle metropoli. Per ora gli accordi sono stati stabiliti con Milano, Vienna e Vancouver, ma l’obiettivo è toccare tutti i continenti e, in particolare, Giappone e Sud Africa. In ogni residenza, incentrata su un recital e un concerto con un’orchestra sinfonica locale, si cercheranno collaborazioni locali con attività educative, di mentoring e filantropiche sempre gratuite. Attenzione anche per la musica contemporanea con l’esecuzione in prima assoluta di una sonata per pianoforte appositamente commissionata per ogni città, attraverso la collaborazione di compositori come Federico Gardella, Stefano Gervasoni, Oscar Jockel e Michelle Agnes Magalhaes. “Ammiro molto il generoso impegno di Filippo nel condividere il suo grande talento musicale con una comunità molto più ampia e con coloro che spesso non sono in grado di partecipare a concerti importanti per mancanza di denaro, istruzione o opportunità”, ha detto Ilaria Borletti Buitoni al vincitore del premio intitolato al marito Franco (1934-2016) che viene assegnato ogni due anni gli artisti che promuovono la musica da camera in Italia e nel mondo.
Filippo Gorini, che nel 2022 i critici musicali italiani hanno ritenuto migliore solista dell’anno assegnandogli il Premio Abbiati, ha in programma nei prossimi mesi concerti a Napoli, Lugano, Santiago del Cile e Londra. Un sorta di ‘prova generale’ del suo progetto è prevista alla fine di maggio a Siena con una residenza di dieci giorni in collaborazione con l’Accademia Chigiana e il Conservatorio della città. ‘Sonata for 7 cities’ servirà anche ad avvicinare i giovani alla classica? “Voglio appunto raggiungere e coinvolgere un pubblico più ampio – conclude – ma è un dato di fatto che ai giovani, tra studio e sport, resta pochissimo tempo per andare ai concerti. Anch’io facevo fatica e non certo per mancanza di interesse”.