I suoi sostenitori, l’account ha 34 milioni di follower, sono impazziti. Manca un post su Twitter per completare il cerchio del grande ritorno, ma chissà. Trump era stato estromesso da tutte le piattaforme social all’inizio del 2021, poco dopo l’insurrezione che aveva visto centinaia di suoi sostenitori assaltare gli edifici del Congresso americano, a Washington.
Il tycoon era stato accusato di aver infiammato gli insurrezionisti con una serie di messaggi violenti. Il caso, senza precedenti, di un presidente degli Stati Uniti, poi diventato ex, censurato, aveva diviso l’America ma non aveva cambiato la storia. Trump era rimasto escluso da tutti i social, e costretto a fondarne uno tutto suo, Truth, da cui ha continuato a lanciare attacchi, minacce e insulti.
Negli ultimi quattro mesi la situazione è cambiata: l’ex presidente si è candidato ufficialmente per la corsa alla Casa Bianca nel 2024 e le inchieste su di lui, a New York e in Georgia, si sono fatte sempre più pressanti. Nel frattempo anche i Big Tech hanno cambiato posizione. Dopo aver acquistato Twitter, a fine novembre Elon Musk aveva annunciato pubblicamente il reintegro dell’account di Trump. E lo stesso ha fatto a febbraio Meta, “genitore” di Facebook e Instagram.
Oggi è toccato a YouTube, che ha motivato il provvedimento con l’obiettivo di “garantire agli elettori di accedere ai contenuti in egual misura di tutti i candidati nazionali maggiori”. In questi mesi il tycoon aveva continuato a respingere tutte le richieste dei social tradizionali, sostenendo che Truth era la sua “casa” e non l’avrebbe tradita con un altro. Ma la piattaforma trumpiana è seguita da pochi milioni di persone, mentre le altre hanno un impatto globale. Nel momento in cui le inchieste si stanno stringendo, e New York prepara l’incriminazione per il pagamento in nero alla porno star Stormy Daniels, Trump è tornato su Facebook per far sentire la sua voce a una platea molto più vasta di quella di Truth. Il messaggio, “I’m back”, è stato accompagnato da un breve video, dodici secondi, in cui lui appare nella precedente campagna presidenziale e dice: “Scusatemi se vi ho fatto aspettare, ma è stato un affare complicato. Complicato”.
Al suo fianco, un paio di metri più dietro, c’è Mike Pence, diventato nel frattempo uno dei suoi grandi nemici, definito il “traditore”, l’uomo che si rifiutò di bloccare la proclamazione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Alla fine della clip segue un messaggio per donare alla campagna “Make America Great Again 2024”. I followers hanno inondato l’account di commenti entusiasti. Più di trentamila like in meno di un’ora, più di semila commenti e messaggi di bentornato. Musk non sarà felice di essere stato snobbato a favore del social di Mark Zuckerberg. Il miliardario sudafricano aveva steso tappeti rossi per favorire il suo ritorno su Twitter, aveva appoggiato anche il suo amico Vladimir Putin, ma niente. Tutto inutile, almeno fino a oggi. L’account è silenziosamente online, con i suoi più di 87 milioni di follower in attesa. L’ultimo post è ancora quello dell’8 gennaio 2021: “A tutti quelli che lo hanno chiesto – scriveva – non andrò all’inaugurazione (del nuovo presidente, ndr), il 20 gennaio”. Dopo poco, l’account venne chiuso.
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