La vigilanza bancaria della Bce, il Comitato di risoluzione unico (Srb) e l’Eba, l’Autorità bancaria europea, “salutano con favore” le azioni prese della autorità svizzere “allo scopo di assicurare la stabilità finanziaria”. “Il settore bancario europeo è resiliente, con robusti livelli di capitale e di liquidità”, affermano in una nota congiunta.
La Fondazione Ethos, in rappresentanza dei fondi pensione svizzeri, lamenta che i soci di Ubs e Credit Suisse “non saranno in grado di votare” in assemblea sulla fusione e che in futuro tutti i clienti svizzeri dovranno fare i conti “con i rischi di una posizione dominante” di Ubs nel mercato elvetico. “Tutte le opzioni saranno esaminate nei prossimi giorni, incluse quelle legali, per determinare le responsabilità di questa debacle”, afferma Ethos, che promette di “continuare a difendere gli interessi” dei soci e chiede lo scorporo delle attività svizzere del Credit Suisse, per ridurre gli esuberi e mantenere una “sana competizione”
Le autorità bancarie europee ribadiscono “l’ordine” in cui azionisti e obbligazionisti di una banca sono chiamati a contribuire in caso di salvataggio pubblico, dopo che nel caso del Credit Suisse i titolari dei bond At1 penalizzati rispetto agli azionisti. Gli strumenti di capitale primario (Cet1) “sono i primi ad assorbire le perdite e solo dopo il loro completo uso si richiede la svalutazione” dei bond At1, si legge in una nota congiunta della vigilanza Bce, dell’Eba e dell’Srb. “Questo approccio è stato costantemente applicato in passato e continuerà a guidare le azioni dell’Srb e della vigilanza bancaria negli interventi di crisi”, conclude la nota.
“Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi del mercato e siamo pronti a rispondere se necessario per preservare la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria nell’area dell’euro. Il settore bancario dell’area dell’euro è resiliente, con solide posizioni patrimoniali e di liquidità. In ogni caso, lo strumentario politico della Bce è completamente attrezzato per fornire sostegno di liquidità al sistema finanziario dell’area dell’euro, se necessario, e per preservare l’agevole trasmissione della politica monetaria”. Lo dice la presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento alla Commissione Econ del Parlamento europeo.
Borsa Milano +1,1% con l’Europa
Le Borse europee si lasciano alle spalle la paura per il salvataggio del Credit Suisse e per l’azzeramento di 16,3 miliardi di franchi di bond del colosso elvetico e imboccano con decisione la strada del rialzo: Milano avanza dell’1,1%, Parigi dell’1,2%, Londra dello 0,6% e Francoforte dello 0,8%. Ubs, che in mattinata era arrivata a perdere fino al 16% sui timori legati ai rischi di esecuzione della fusione, azzera i ribassi con gli analisti che valutano pro e contro dell’acquisizione, incluso prezzo e garanzie strappate. Intanto l’indice Stoxx dei titoli bancari riduce le ulteriormente le perdite, scese allo 0,7%.
L’avvio positivo di Wall Street, per lo meno del Dow Jones, aiuta le Borse europee, tutte in rialzo insieme alle banche, già in parte rassicurate dalle autorità europee che, a differenza con quanto deciso per il Credit Suisse, hanno ribadito che le obbligazioni bancarie in caso di salvataggio sono penalizzate solo in seconda battuta dopo le azioni. Milano guadagna l’1% con Banco Bper (+2,9%) in vetta al paniere principale) insieme a Intesa e Mediolanum (entrambe +2,3%). Parigi sale dell’1,1%, Francoforte dello 0,96% e Londra dello 0,7% mentre a Zurigo (+1,17%) soffre ormai soltanto Credit Suisse (-56%) mentre Ubs guadagna il 3%.
Giorgetti: ‘Impatto insignificante sull’Italia’
“Riteniamo che le ripercussioni per il sistema bancario italiano siano insignificanti”, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, interpellato dopo il salvataggio di Credit Suisse.
Seduta in rosso per le Borse asiatiche dopo l’accordo per l’acquisizione del Credit Suisse da parte di Ubs. Tokyo ha perso l’1,54%, Sydney l’1,38 e Seul lo 0,69%.
La Borsa di Hong Kong si risolleva dai minimi intraday (da un quasi -4%) e chiude la seduta con pesanti perdite sulle vendite del settore bancario, malgrado il salvataggio di Ubs a favore di Credit Suisse e l’impegno della Banca centrale svizzera a provvedere l’adeguata liquidità ai mercati: l’indice Hang Seng cede il 2,65%, attestandosi a 19.000,71 punti.
L’integrazione “rafforza la Svizzera come centro finanziario globale” (ANSA)