“In Italia il 36% dei bambini, ovvero oltre 1 milione e 800mila, è portatore di carie non trattata dei denti decidui; percentuale solo leggermente inferiore, pari 29,6%, negli adulti, di cui ben 16 milioni e 900mila hanno carie non trattate. Per non parlare della perdita di denti totale o parziale che riguarda 6 milioni e 300mila adulti sopra i 20 anni di età”. E purtroppo c’è “una quota di popolazione italiana che rinuncia alle cure dentistiche per motivi economici”. ha detto il miistro della Salute Orazio Schillaci. È importante, ha detto il ministro, “tenere alta l’attenzione perché, al di là della elevatissima prevalenza, le patologie orali hanno impatti rilevanti sulla qualità della vita delle persone e sulla salute generale nonché un notevole impatto sociale”. In questo campo, la prevenzione, ha proseguito, “rappresenta la prima forma di salute orale nell’odontoiatria sociale. La maggior parte dei problemi di salute orale, infatti, è legata, come per le altre malattie croniche non trasmissibili, a una serie di fattori di rischio modificabili tra cui il consumo di zucchero, l’uso di tabacco, l’uso di alcol e la scarsa igiene orale”. Misure di prevenzione personale, unita a controlli regolari, ha concluso, “potrebbe quindi evitare, o almeno ridurre o procrastinare, la necessità di cure più complesse, talora non pienamente risolutive, e con costi largamente più elevati”.
“Dobbiamo appena possibile cercare di attuare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono fermi dal 2017. Stiamo lavorando in questa direzione anche perché la medicina in questi anni è cambiata molto, ci sono tutta una serie di nuove prestazioni. C’è il nostro impegno a trovare una soluzione per attuare i lea nel minor tempo possibile e che possono diventare uno strumento utile per superare le tante differenza tra le diverse realtà regionali. Ci stiamo lavorando, si tratta sempre di un problema economico, ma credo sia giusto, appena possibile, chiudere la partita perché sono fermi da 6 anni”, ha aggiunto il ministro.