Sono già 12 settimane che la protesta va avanti. Ieri record nel Paese che a fronte di 9 milioni di abitanti si è ritrovato 630mila manifestanti in piazza e una ventina di arrestati. La manifestazione più grande a Tel Aviv dove si sono radunate circa 300mila persone.
La tensione è molto alta a causa della divisione generata dalla riforma giudiziaria, un punto chiave dell’agenda politica della destra e dell’estrema destra israeliane, e alla quale si oppongono il settore liberale e altri gruppi della popolazione, dove la polarizzazione sociale si è ulteriormente aggravata.
Il contestato provvedimento questa settimana entra in una fase decisiva alla Knesset: il governo infatti intende approvarlo entro il 2 aprile, prima della pausa per la Pasqua ebraica.
La legge di riforma giudiziaria ”va fermata, subito”, ha detto in un discorso alla Nazione il ministro Gallant, uno dei più stretti alleati del premier Benyamin Netanyahu. Secondo lui la legge proposta minerebbe la separazione dei poteri e l’indipendenza della giustizia in Israele. ”Occorre ritrovare l’unità nazionale, esiste un pericolo chiaro, immediato e concreto alla nostra sicurezza nazionale”, ha continuato dicendosi disposto a pagare anche ”un prezzo personale” per le sue idee”.
Secondo la stampa israeliana, una altro membro del Likud sosterrebbe la posizione di Gallant: il ministro dell’Agricoltura, Avi Ditcher che però sembra invece essere ritornato sulla linea del governo dichiarando di voler votare a favore della legge appoggiando il premier. Ditcher è un ex direttore dello Shin Bet (sicurezza interna di Israele), e secondo alcune fonti potrebbe essere un possibile sostituto di Gallant se Netanyahu decidesse alla fine di licenziare il ministro.
Le reazioni contro Gallant all’interno del governo non si sono fatte attendere. Il capo della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir (estrema destra) ha esortato Netanyahu a rimuovere Gallant. Il ministrro della Difesa è stato aspramente criticato anche da altri membri del Likud. D’altra parte, il leader dell’opposizione, l’ex primo ministro Yair Lapid, ha elogiato la posizione di Gallant, e ha invitato il governo a negoziare con i partiti di opposizione per raggiungere un compromesso sulla riforma con la mediazione del presidente, Isaac Herzog.
Secondo i media locali, Netanyahu sta ora progettando di rimuovere Gallant dall’incarico o di espellerlo dal gabinetto di sicurezza se non voterà a favore del piano. Intanto in attesa del 2 aprile gruppi della società civile hanno convocato una “settimana di paralisi” a partire da oggi, con scioperi e proteste.
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