“Siamo in una contingenza economica che, per quanto il governo tenti di nascondere piazzando una bandierina ideologica al giorno, è estremamente grave. Sul Pnrr il governo è indietro e l’Italia non può permettersi di fallire, il Pd presidierà con grande attenzione”, ha spiegato Schlein, nel corso della riunione con i gruppi parlamentari, alla Camera.
“Abbiamo visto cambiare il clima intorno al Pd in queste settimane, nelle piazze e nell’opinione generale. Viviamo una fase positiva, testimoniata dalle 16.000 tessere che sono arrivate in pochissimo tempo. Vorrei che tutti insieme consolidassimo questo momento per rafforzare il Pd”. “Un ringraziamento forte va a Letta, Serracchiani e Malpezzi – ha aggiunto – che hanno retto in una fase di transizione lunga e complessa. Hanno fatto un lavoro encomiabile in condizioni difficilissime: stretti tra la sconfitta alle ultime elezioni politiche e l’attesa del congresso”.
“Abbiamo interrogato Meloni sul lavoro povero e precario, registrando la sua contrarietà al salario minimo – ha detto la segretaria del Pd nel corso della riunione con i gruppi parlamentari, alla Camera -. Noi insisteremo, coinvolgendo le altre opposizioni che dal palco della Cgil abbiamo invitato a collaborare concretamente sui temi, trovando battaglie comuni da fare nel Parlamento e nel Paese. Come il salario minimo, la sicurezza sul lavoro, la sanità pubblica e universalistica”.
“Il governo pianta una bandierina ideologica al giorno e intanto sferza un attacco senza precedenti ai diritti dei bambini e delle bambine. Le pressioni per interrompere le trascrizioni, ad esempio. Siamo stati nelle piazze di questi giorni con i nostri sindaci e lavoreremo anche qui in Parlamento”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso della riunione con i gruppi parlamentari, alla Camera. “La destra ha continuato l’attacco facendo saltare la legge cui stavamo lavorando sulle detenute madri e i loro figli. Con un cinismo terrificante”, conclude.
“Sul tema migrazioni, Giorgia Meloni doveva chiedere una Mare nostrum europea anziché dichiarare guerra alle Ong. È tornata da Bruxelles con un pugno di mosche”. “Abbiamo iniziato questa nuova fase nei giorni della tragedia di Cutro – ha ricordato – chiamando il governo a rispondere e a chiarire la dinamica della strage di Crotone, in commissione io stessa, e poi di nuovo in Aula. Siamo stati lì coi nostri corpi a senza parole a portare omaggio alle vittime e ai loro familiari. Dopo il presidente Mattarella e in assenza del governo”.