In generale “siamo ancora nella prima parte dell’attuazione dei piani di recovery ma un impatto già lo stanno avendo: il rapporto investimenti pubblici-Pil è risalito ai livelli più alti degli ultimi anni, invertendo quel trend di declino degli investimenti pubblici che dopo la crisi finanziaria di quindici anni fa e che è stato tra i responsabili della crescita striminzita di quegli anni. Nessuno ignora le difficoltà di attuazione, ma tutti dobbiamo concentrarci sullo sforzo per superarle – ha avvertito -. In gioco ci sono le prospettive di crescita sostenibile per l’Italia, e le sorti di un programma europeo senza precedenti”.
Sulla revisione del Patto di stabilità e di crescita “ritengo abbastanza fondamentale il mantenimento dell’equilibrio sulla specificità che dobbiamo riconoscere” ai piani dei singoli Paesi. Questo rende “inevitabile la rinuncia alla regola del debito per rendere questi percorsi credibili. Al tempo stesso è legittimo che alcuni Paesi chiedano dei riferimenti (benchmark) comuni” sul controllo dell’attuazione dei piani concordati. “Questo è uno dei nodi a cui stiamo lavorando”.
E parlando delle crisi bancarie dell’ultimo periodo ha sottolineato come la Commissione europea abbia seguito “con attenzione gli sviluppi sui mercati in seguito al fallimento della Silicon Valley Bank e di altre banche regionali negli Stati Uniti, così come l’acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs in Svizzera. Al momento non vediamo rischi di contagio per il settore bancario europeo. L’Unione bancaria e tutto il sistema di regole messo in piedi dopo la crisi finanziaria ha rafforzato la solidità del nostro sistema bancario. Le vicende delle ultime settimane non fanno che confermare l’importanza di questo impianto regolatorio – ha rilevato -. Svb e le altre sono fallite anche perché soggette a requisiti meno stringenti: dopo la deregulation portata avanti dall’amministrazione Trump, gli Stati Uniti non applicano i requisiti di liquidità di Basilea alle banche medie o piccole, cosa che non succede invece in Europa”.
Ha sottolineato che “Tuttavia, le turbolenze sui mercati delle ultime settimane ci ricordano che, nonostante i progressi fatti, all’Unione bancaria mancano ancora due tasselli importanti: il backstop al Fondo di risoluzione unico e il sistema europeo di garanzia dei depositi. Quest’ultimo, come sapete, rimane un dossier difficile e ci sono divergenze tra paesi da superare in Consiglio, ma è un punto su cui dobbiamo continuare a lavorare”.
“Nelle prossime settimane la Commissione presenterà le nuove proposte per rafforzare il sistema di gestione delle crisi bancarie e i fondi di garanzia dei depositi nazionali – ha detto Gentiloni -. Oltre a lavorare sul completamento dell’Unione bancaria, dobbiamo spingere sul fronte dell’Unione dei mercati dei capitali, che offrirebbe alle imprese un canale di finanziamenti aggiuntivo a quello bancario”.
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