Provvedimento ancora più criticato perché il Corpo della Guardia nazionale, costituito da circa 2000 uomini, dovrebbe essere alle dirette dipendenze del ministro della sicurezza Itamar Ben Gvir e costerebbe al bilancio dello Stato ben 255 milioni di Euro.
L’ispettore capo della polizia israeliana, Kobi Shabtai, e il procuratore generale del Paese, Gali Baharav-Miara, si sono dichiarati radicalmente contrari alla proposta del ministro della sicurezza nazionale. In una lettera aperta pubblicata oggi, Shabtai avverte che questa proposta non solo è “completamente inutile”, ma potrebbe portare a “conseguenze disastrose” per il Paese. E il procuratore generale mette in guardia contro i “problemi legali” che potrebbe comportare questa nuova forza.
Anche i vertici dello Shin Bet e dell’avvocatura generale dello Stato, si sono detti contrari, individuando anche un impedimento legale dovuto alla sovrapposizione dei compiti della polizia e del ministro.
Il Times of Israel riferisce che molti ministri si sarebbero espressi contro l’iniziativa, pur votando poi a favore. Il voto, sottolineano i media israeliani, sarebbe una concessione del primo ministro Benjamin Netanyahu a Ben Gvir, in cambio della sua permanenza al governo nonostante l’opposizione alla decisione di Netanyahu di sospendere l’iter legislativo della riforma della Giustizia.
Israele, continuano le proteste contro la riforma della giustizia
Nei territori arabi è stato indetto uno sciopero generale a causa dell’uccisione di un fedele islamico avvenuta al termine delle preghiere del secondo venerdì del ramadan, in prossimità della Spianata delle Moschee di Gerusalemme. Sono previsti anche cortei di protesta.
Secondo la polizia il 26enne Mohammed Elasibi si è impadronito a sorpresa della pistola di un agente, ha sparato due colpi verso una gruppo di agenti vicine, ed è stato poi sopraffatto ed ucciso. “Non c’è dubbio che si sia trattato di un attentato” ha detto ieri il capo della polizia Koby Shabtay. L’episodio, secondo la polizia, non è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza perché avvenuto in una zona morta, a ridosso della Porta della Catena. I leader della popolazione araba in Israele hanno invece accusato la polizia di aver “ucciso Elasibi a sangue freddo” e hanno chiesto l’apertura di una commissione di inchiesta sull’incidente. Secondo alcuni deputati arabi, niente nella biografia di Elasibi (un beduino israeliano del Negev che era in procinto di laurearsi in medicina in Romania) faceva pensare ad una persona incline a violenza.
“Stiamo agendo contro il terrorismo con tutti i mezzi”. “Negli ultimi mesi, le nostre forze hanno eliminato dozzine di terroristi e ne hanno arrestate altre centinaia”, ha detto il premier Netanyahu nella consueta riunione di governo settimanale della domenica.
Gerusalemme, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu
Il dibattito politico è dunque in gran fermento in Israele governato dall’estrema destra e osteggiato dall’opposizione di sinistra (partiti Meretz e Labour) ma anche da parte del centrodestra. Le ‘incertezze’ del partito Likud del premier Netanyahu, durante le proteste, sono state sottolineate dalle parole dell’ex premier Yair Lapid capo dello Yesh Atid.
Ma assicura Netanyahu i disordini interni di Israele non influiranno sulle sue abilità militari e sulle sue capacità di colpire i suoi nemici.
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