(ANSA) – ROMA, 04 APR – Ci sono indicazioni dalle imprese su
un possibile indebolimento della domanda per il primo semestre
del 2023. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulla
competitività dei settori produttivi presentato oggi a Milano
secondo il quale “l’adeguatezza della propria capacità
produttiva, il grado di utilizzo degli impianti e le condizioni
di accesso al credito forniscono indicazioni compatibili con una
fase di potenziale indebolimento della domanda”.
Le criticità in grado di condizionare l’attività d’impresa
nel primo semestre 2023 – sottolinea l’Istituto – sono legate
soprattutto per la manifattura ai rincari energetici (oltre i
due terzi delle imprese) e all’aumento dei prezzi dei beni
intermedi.
I costi di approvvigionamento dei beni intermedi, a loro
volta, sono avvertiti come potenziale difficoltà, oltre che
nella farmaceutica, anche nella stampa e in diversi settori
tipici del modello di specializzazione italiano: alimentari,
bevande, pelli, apparecchi elettrici.
Per le aziende che operano nei mezzi di trasporto e negli
autoveicoli la disponibilità, più che il prezzo, dei beni
intermedi costituisce un problema per oltre tre quarti delle
imprese. Anche nei servizi, le criticità previste per il primo
semestre 2023 riguardano in larghissima misura i rincari
energetici, (circa i due terzi delle imprese) e quelli dei beni
intermedi (oltre la metà). A differenza della manifattura un
terzo delle unità del terziario prevede serie limitazioni nel
reperire forza lavoro adeguata. in particolare per le attività a
più elevato contenuto di conoscenza e per quelle legate al
turismo. (ANSA).