musulmani hanno riferito che estremisti islamici si sono barricati nella Moschea, che li hanno rinchiusi nel posto ed hanno impedito ad altri fedeli di raggiungere la Moschea per pregare”.
Il premier ha poi sostenuto che quanti si erano barricati nella moschea al-Aqsa si erano dotati di “mezzi da combattimento, pietre e fuochi d’artificio”. “Dopo che sono falliti tentativi di dialogo delle autorità con gli estremisti, che si sono rifiutati di far entrare fedeli musulmani nella moschea e che anzi hanno minacciato di disturbare le preghiere odierne del mezzogiorno, le forze di sicurezza – ha affermato Netanyahu – sono state costrette ad agire per riportare l’ordine”.
“Israele – ha concluso il premier – si impegna a garantire la libertà di culto, il libero accesso a tutte le religioni e a mantenere lo
status quo nel Monte del Tempo, e non consentirà ad estremisti violenti di alterare questa situazione”.
Le tensioni
Gli scontri erano scoppiati all’interno della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme nelle prime ore di oggi quando la polizia israeliana è entrata per espellere degli “agitatori”, ha dichiarato, in una mossa denunciata come un “crimine senza precedenti” dal movimento islamista palestinese Hamas. Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha invitato i palestinesi in Cisgiordania “ad andare in massa alla moschea di Al-Aqsa per difenderla”. La polizia israeliana ha detto di essere entrata nella moschea per rimuovere “agitatori” che avevano fuochi d’artificio, bastoni e pietre.
Gerusalemme, scontri nella moschea di Al-Aqsa
Il complesso della moschea nella Città Vecchia di Gerusalemme est, annessa dagli israeliani, ha già visto scontri e violenze tra palestinesi e israeliani, in particolare durante il mese di digiuno musulmano del Ramadan, che attira decine di migliaia di fedeli ad Al-Aqsa. Il sito sacro musulmano è costruito in cima a quello che gli ebrei chiamano il Monte del Tempio, il luogo più sacro del giudaismo. La nuova violenza arriva quasi a metà del Ramadan e mentre gli ebrei si preparano a celebrare la loro Pasqua, a partire da questa sera.
La polizia israeliana ha diffuso immagini video che mostrano quelle che sembrano essere esplosioni di fuochi d’artificio all’interno della moschea e persone che lanciano pietre. Un altro video della polizia mostra agenti antisommossa con gli scudi che avanzano attraverso la moschea sotto una raffica di esplosioni di fuochi d’artificio. Il filmato mostra quindi una porta chiusa da una barricata e scatole di fuochi d’artificio su un tappeto sul pavimento e la polizia che scorta fuori almeno 5 persone fuori con le mani ammanettate dietro la schiena.
Dopo l’annuncio degli scontri ad Al-Aqsa, diversi razzi sono stati lanciati dal nord della Striscia di Gaza verso il territorio israeliano. Secondo l’esercito israeliano sono stati 9, lanciati in particolare in direzione di Sderot, cittadina vicino la Striscia, dove erano risuonate le sirene di allarme. Almeno 4 razzi, aggiunge la stessa fonte, sono stati intercettati dal sistema Iron Dome. In risposta, l’esercito ha colpito a più riprese, con l’aviazione e l’artiglieria, postazioni di Hamas a Gaza. Inoltre, un soldato israeliano – secondo il portavoce – è stato ferito a Hebron da spari durante incidenti.
Successivamente, un portavoce della polizia israeliani ha informato che oltre 350 persone sono state “arrestate o rimosse” dagli agenti “dopo essersi barricate in modo violento” sulla Spianata delle Moschee. Tra gli arrestati, ha aggiunto ci sono “individui mascherati, lanciatori di pietre e fuochi d’artificio e individui sospettati di profanare la moschea”. “Durante la notte – ha spiegato – molte decine di giovani che hanno violato la
legge e mascherati hanno contrabbandato fuochi d’artificio, mazze e pietre nella Moschea e si sono barricati in modo violento al suo interno usando sbarre di ferro, armadi e altri oggetti dalla moschea”.
Secondo il portavoce della polizia, quelli che si sono barricati all’interno hanno iniziato ad “incitare” bloccando “le porte dall’interno con ostacoli e fortificazioni”. “Dopo il fallimento di molti continui tentativi di allontanare gli individui dalla moschea usando il dialogo, la polizia – ha proseguito la stessa fonte – è stata costretta ad entrare nel complesso per rimuovere gli individui, consentire che la preghiera del Fajr si svolgesse come previsto e prevenire una rivolta violenta”.
“L’assalto alla moschea di Al-Aqsa da parte delle forze di occupazione e l’attacco ai fedeli con questa brutalità richiede un’azione urgente
palestinese, araba e internazionale”. Lo ha detto, citato dalla Wafa, il segretario dell’Olp Hussein al-Sheikh riferendosi ai fatti della notte scorsa sulla Spianata delle Moschee. Per al-Sheikh occorre “porre tutti davanti alle proprie responsabilità nel proteggere i luoghi santi e i fedeli dall’oppressione dell’occupazione” .
Da parte sua, il portavoce della Commissione europea, Peter Stano, ha detto che “l‘Ue è profondamente preoccupata per le crescenti tensioni e violenze a cui abbiamo assistito durante la notte all’interno del complesso della moschea Al-Aqsa e allo stesso tempo condanniamo con la massima fermezza gli attacchi a catena provenienti da Gaza verso Israele”, nel corso del briefing quotidiano con la stampa.
“Ribadiamo l’invito a tutte le parti ad esercitare la massima moderazione e ad astenersi da azioni che contribuiranno o potrebbero contribuire ad aumentare le tensioni già elevate, in particolare in questo periodo di festività religiose”, ha aggiunto il portavoce.
La reazione dell’Iran
“L’attacco brutale da parte dei militari del regime sionista contro i pellegrini e i fedeli palestinesi dentro la moschea di al-Aqsa ha ancora una volta
messo a nudo la natura criminale e inumana del regime davanti agli occhi del mondo”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, come riporta Tasnim, condannando Israele per gli scontri tra le sue forze di sicurezza e i palestinesi che si sono verificati durante la notte sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, dove sono state arrestate almeno 350 persone. “Questo crimine è fortemente condannato e c’è la necessità di una reazione immediata da parte del mondo musulmano, da parte delle persone che amano la libertà in tutto il mondo come anche da parte delle istituzioni internazionali responsabili”, ha aggiunto il funzionario della Repubblica islamica, come fa
sapere Press Tv.