(ANSA) – ROMA, 05 APR – Agenti delle forze dell’ordine
inviati dalla polizia nella regione devastata dai terremoti del
6 febbraio 2023 e dei giorni seguenti hanno picchiato, torturato
e maltrattato persone sospettate di furto e saccheggio: la
denuncia arriva da Amnesty International e Human Rights Watch
che riferiscono di una persona morta in custodia dopo essere
stata torturata e di almeno altri 13 casi di maltrattamento.
In alcuni casi, le forze dell’ordine non sarebbero
intervenute per impedire tentativi di linciaggio ai danni di
persone sospettate di reati.
Sebbene siano stati segnalati episodi di furto e saccheggio
di case e negozi all’indomani del terremoto, che hanno
presentato alle forze dell’ordine un’enorme sfida per la
sicurezza – osservano le due ong -, il diritto internazionale e
le stesse leggi turche vietano la torture e altri maltrattamenti
ai danni di persone sospette, in qualsiasi circostanza. E il
governo turco ha ripetutamente affermato di sostenere una
politica di “tolleranza zero per la tortura”.
“Rapporti credibili di polizia, gendarmi e personale militare
che sottopongono persone sospettate di crimini a percosse
violente e prolungate e detenzione arbitraria e non ufficiale
sono un’accusa scioccante contro le pratiche delle forze
dell’ordine nella regione terremotata della Turchia”, ha
dichiarato Hugh Williamson, direttore per l’Europa e l’Asia
centrale all’Osservatorio dei Diritti Umani.
Tutti i casi di tortura e altri maltrattamenti, tranne tre,
si sono verificati nella città di Antakya, nella provincia di
Hatay. In quattro casi, le vittime erano profughi siriani e le
modalità delle aggressioni indicavano una ulteriore motivazione
xenofoba, dicono Amnesty e Hrw. (ANSA).