Viene inoltre confermata la teoria secondo la quale le foreste agiscono come una ‘pompa biotica’, una sorta di cuore pulsante che sposta l’acqua sul Pianeta. “L’analisi e’ basata su un nostro risultato precedente, ovvero la scoperta che l’aumento dell’umidita’ dell’aria generato dalla presenza della foresta amazzonica porta a un grande incremento della pioggia”, Mara Baudena, ricercatrice del Cnr-Isac e fra gli autori della ricerca. “Combinando questo fattore con il bilancio idrico atmosferico, in altre parole, il rapporto tra precipitazioni, traspirazione delle piante ed evaporazione dal suolo, abbiamo forti indicazioni che l’aumento delle piogge in aree forestali e’ strettamente connesso a una maggiore importazione di umidita’ dai mari”. aggiunge.
Lo studio indica inoltre gli effetti che deforestazione e cambiamento climatico determinano nelle foreste tropicali. “La deforestazione deumidifica l’atmosfera, rendendola piu’ secca e la vegetazione – nella fase di ricrescita – estraendo acqua dal suolo ne intensifica l’aridita’ : in questo modo diminuisce l’importazione di aria umida dal mare. Dobbiamo pertanto tenere conto delle relazioni tra tutti gli elementi dell’ecosistema, per favorire una regolazione efficiente del ciclo dell’acqua”, aggiunge Ugo Bardi dell’Universita’ di Firenze.
Per la prima autrice della ricerca, Anastassia Makarieva della Technical University, “va considerato che i flussi d’acqua atmosferici non ‘rispettano’ i confini geografici, quindi la deforestazione in una regione potrebbe innescare una transizione al regime piu’ secco in un’altra. Supportando il ciclo dell’acqua terrestre, le foreste naturali della Terra, sia alle alte che alle basse latitudini, sono di fondamentale importanza e la loro conservazione dovrebbe diventare una priorita’ , per risolvere la crisi idrica globale”.