E’ stata disposta l’autopsia dall’autorità giudiziaria per accertare le cause della morte. Le indagini, condotte dai carabinieri, sono coordinate dalla procura di Trento. Se l’esame autoptico dovesse confermare l’aggressione dall’orso, verrà prelevato il dna per capire se l’animale sia lo stesso che, giusto un mese fa, aggredì un 40enne che stava passeggiando con il cane nella stessa zona.
Il giovane era uscito di casa nel pomeriggio per un’abituale sessione di allentamento, dirigendosi sopra l’abitato di Caldes. Il mancato rientro a casa ha messo in allarme la compagna, che ha segnalato l’accaduto alle forze dell’ordine. Le ricerche sono iniziate nella serata di ieri da parte dei carabinieri della compagnia di Cles, con le unità cinofile, e i vigili del fuoco volontari della zona. Nella notte la scoperta del corpo grazie ai cani molecolari.
La direzione delle indagini è stata assunta dalla Procura di Trento. Il personale della scientifica sta concludendo gli accertamenti. Sul posto si è recato anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti assieme al dirigente della protezione civile.
A pochi chilometri di distanza da Cades, dove è stato trovato morto il runner 26enne, un mese fa un orso aveva aggredito un escursionista nei pressi di malga Mandriole, in val di Rabbi. Era il 5 marzo quando Alessandro Cicolini, di 39 anni, in montagna con il cane, è stato attaccato improvvisamente da un orso che l’ha ferito al braccio e alla testa. L’escursionista era comunque riuscito mettersi in salvo e a chiedere aiuto.
L’animale, denominato MJ5, un maschio di 18 anni, è stato poi identificato grazie alle tracce organiche e il 10 marzo il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha ordinato la sua cattura e l’abbattimento che però, per il momento, non è ancora avvenuto. Le associazioni animaliste hanno protestato contro il provvedimento.
Gli abitanti di Caldes in val di Sole, dove è stato trovato morto un ragazzo di 26 anni, danno per scontata l’aggressione da parte di un orso. Da tempo si parla di avvistamenti in zona. Solo un mese fa l’aggressione in valle di Rabbi di un escursionista da parte dell’esemplare Mj5. “Vi sono state aggressioni ad animali di allevamento nell’ultimo mese, tra cui una pecora sbranata a margine dell’abitato di Caldes lo scorso 19 marzo”, raccontano in paese ai cronisti. “Ci sono state diverse aggressioni nella zona. Bisognava solo attendere la morte di una persona”, questo il commento amaro.
“L”inevitabile risultato di decenni di ottusità e demagogia degli estremisti animalisti e dei loro complici politici che non hanno cultura della montagna, non hanno rispetto della vita umana, non hanno cuore. Tanto lo sappiamo: per loro l’orso è sacro e non si tocca, mentre un ragazzo può pure crepare. Che vergogna!”. Lo scrive su Twitter la deputata di FdI eletta in Trentino-Alto Adige Alessia Ambrosi.
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