Le leucemie sono causate dalla proliferazione incontrollata di cellule staminali ematopoietiche, cioè cellule che si trovano nel midollo osseo. “In seguito a mutazioni genetiche – spiega l’Associazione Italiana Leucemie (Ail) – e a meccanismi complessi le cellule staminali possono interrompere il processo di maturazione, non riuscendo a portare alla formazione di cellule del sangue normali”. Inoltre, “la cellula immatura può acquisire la capacità di replicarsi senza limite e diventare resistente ai meccanismi di morte cellulare programmata”, invadendo il midollo, il sangue e, a volte, anche linfonodi, milza e fegato.
Esistono forme più aggressive, come la Leucemia acuta promielocitica, sottotipo della Leucemia mieloide acuta, a quelle oggi più curabili come la Leucemia mieloide cronica e la Leucemia linfatica cronica. Quest’ultima è la forma più comune e anche la più tipica nell’anziano: l’età media alla diagnosi è attorno ai 70 anni, colpisce ogni anno circa 5 persone su 100.000 e le stime parlano di circa 1.600 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 1.150 tra le donne. La Leucemia linfoblastica acuta è invece il tumore del bambino più frequente in assoluto.
Ci sono poi forme rare come la Leucemia mielomonocitica cronica, la Leucemia a cellule capellute. La velocità di progressione della malattia è un fattore chiave nella classificazione. “Si differenziano – precisa Ail – le forme acute con un’evoluzione in tempi brevi o brevissimi, dalle forme croniche che “hanno evoluzione più lenta”. Ogni tipologia di leucemia viene trattata seguendo una specifica strategia terapeutica, dalla chemioterapia all’immunoterapia fino alle Car-T e le terapie mirate (target therapy). Ci sono poi altri tipi di tumore del sangue come mielomi e linfomi. Il linfoma è un tumore originato dalla moltiplicazione incontrollata delle plasmacellule, le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di produrre gli anticorpi.
Mentre i linfomi, sono tumori che interessano il sistema linfatico e, più precisamente, i linfociti, le cellule preposte alle difese nei confronti delle infezioni. Questi ultimi si dividono in linfomi di Hodgkin, più frequenti fra i 20 e i 30 anni di età, e i linfomi non Hodgkin che sono un gruppo eterogeneo di tumori (circa 60) del sistema immunitario e colpiscono soprattutto persone adulte. In particolare il mieloma multiplo è tipico dell’età avanzata.