Il dolore della famiglia alimentò così una cultura della donazione che per Geraci Siculo è diventata, dice Iuppa, una nuova “buona pratica”: un altro capitolo della lunga storia di un borgo di appena 1.700 abitanti che nel Medioevo è stato la roccaforte politica della potente famiglia dei Ventimiglia. Di quel passato si conservano le testimonianze artistiche e architettoniche, la struttura urbanistica e la tradizione cavalleresca della giostra dei Ventimiglia. Al fondo di questo patrimonio storico ci sono una testimonianza culturale che ha dato vita a una vivace casa editrice, Arianna, e uno spiccato senso civico di cui il sindaco è molto orgoglioso. La storia delle donazioni, partita con la morte fulminante di Marta, è diventata una cultura condivisa e sentita di cui il comune si è fatto promotore.
“Il nostro ufficiale di stato civile – racconta Iuppa – si ritrova un facile consenso tutte le volte che, rilasciando una carta di identità, chiede al cittadino se è disposto a donare i propri organi. E così si raggiungono cifre che superano il 90 per cento dei casi”. A spingere le adesioni contribuiscono, oltre al ricordo commosso di Marta alla quale è stato intestato un parco inclusivo, anche le iniziative pubbliche che vengono promosse dal 2021. Il programma di quest’anno prevede il 15 aprile, nel convento degli Agostiniani del XVII secolo, un convegno sulle donazioni. Il titolo riprende l’idea che in questo campo “anche al Sud si può”. Il 16 aprile allo stadio della Santissima Trinità, dove ogni anno di svolge la giostra dei Ventimiglia, si giocherà una partita del cuore tra la nazionale dei trapiantati e la squadra del Geraci che milita nel campionato siciliano di eccellenza. “Siamo piccoli – commenta il sindaco – ma abbiamo uno sguardo lungo”.