(ANSA) – TORINO, 12 APR – L’Homo sapiens europeo confezionava
vestiti e oggetti in pelle utilizzando una tecnica di
punzonatura simile a quella usata oggi dagli artigiani del
cuoio. Lo rivela lo studio internazionale diretto
dall’archeologo italiano Francesco d’Errico, dell’Università di
Bordeaux, pubblicato sulla rivista Science Advances, dopo la
scoperta nel nord della Spagna del più antico supporto per la
punzonatura del cuoio, risalente a 39.600 anni fa.
La produzione di indumenti cuciti e aderenti al corpo è
stata fondamentale per sopravvivere durante l’ultimo periodo
glaciale. Gli archeologi associano normalmente la confezione di
tali abiti all’invenzione di aghi a cruna fatti d’osso. I più
antichi aghi conosciuti appaiono tra 45.000 e 35.000 anni fa in
Siberia e nella Cina settentrionale, ma questa invenzione non si
diffonde in Europa prima di 26.000 anni fa. L’uso di questi
strumenti dice poco sulla maniera di cucire gli abiti. L’oggetto
rinvenuto dai ricercatori delle Università di Bordeaux e di
Barcellona, guidati da d’Errico, nel sito archeologico di
Canyars, è un frammento di osso dell’anca di un grande
mammifero, probabilmente un cavallo o un bisonte, che presenta
sulla sua superficie piatta 28 impatti microscopici. La serie di
impatti equidistanti potrebbe essere stata utilizzata per cucire
due pezzi di cuoio insieme. Le altre punzonature per riparare
delle cuciture. Lo studio dimostra, quindi, che 14.000 anni
prima dell’introduzione degli aghi a cruna in Europa, i
cacciatori-raccoglitori paleolitici erano in grado di fabbricare
abiti in pelle aderenti e di utilizzarli per far fronte agli
episodi climatici estremamente rigorosi che hanno interessato il
territorio europeo a quell’epoca. (ANSA).