Nel frattempo il presidente cinese Xi Jinping ha fatto appello alle sue forze armate perché “rafforzino l’addestramento in direzione di combattimenti veri“. Xi, citato dall’emittente Cctv, ha parlato in occasione di un’ispezione navale, dopo i tre giorni di esercitazione aero-navale attorno all’isola di Taiwan. Le manovre di Pechino, con simulazioni di attacchi di precisione, sono state condannate con forza dal governo dell’isola. La Cina “sembra star provando a essere pronta a scatenare la guerra contro Taiwan”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Joseph Wu, secondo cui l’isola “deve prepararsi”.
L’intelligence Usa ritiene che Xi Jinping abbia ordinato ai militari di essere pronti all’invasione per il 2027. Wu risponde: “I leader cinesi ci penseranno due volte prima di decidere di usare la forza contro Taiwan, ma Taiwan deve essere semplicemente preparata”. Pechino ha lanciato la sua minacciosa manovra aero-navale attorno a Taiwan dopo una visita della presidente Tsai Ing-wen negli Stati Uniti, dove ha incontrato diversi parlamentari. Alla domanda di Cnn se la visita sia costata troppo a Taipei, il ministro Wu ha risposto: “La Cina non può prescrivere come Taiwan faccia le sue amicizie. E la Cina non può dettare come i nostri amici vogliano aiutare Taiwan”.
E la stessa presidente Tsai ha difeso il suo viaggio all’estero in Centroamerica (Guatemala e Belize), caratterizzato dal doppio transito negli Usa (incluso quello a Los Angeles dove ha incontrato lo speaker della Camera Kevin McCarthy), perché ha dimostrato al mondo la determinazione dell’isola nella difesa della libertà e della democrazia, malgrado la Cina abbia reagito per ritorsione con una tre giorni di maxi manovre militari intorno a Taipei. “Attraverso questo viaggio, abbiamo nuovamente inviato un messaggio alla comunità internazionale che Taiwan è determinata a salvaguardare la libertà e la democrazia, cosa che ha ottenuto il riconoscimento e il sostegno dei nostri partner democratici”, ha commentato Tsai incontrando una delegazione di 10 parlamentari canadesi a Taipei.
Taiwan, Tsai: ‘Dalla Cina un comportamento irresponsabile’
Il presidente francese Emanuel Macron nei giorni scorsi sulla sua visita a Pechino e l’incontro con Xi ha detto che “il paradosso sarebbe se, sopraffatti dal panico, credessimo di essere solo seguaci dell’America“. La domanda “a cui gli europei devono rispondere è: è nel nostro interesse accelerare una crisi su Taiwan? No. La cosa peggiore sarebbe pensare che noi europei dobbiamo diventare seguaci di questo argomento e prendere spunto dall’agenda degli Stati Uniti e da una reazione eccessiva cinese”. Il ministro degli Esteri taiwanese a questo ha risposto: “Stiamo ancora cercando di capire cosa abbia detto e cosa voglia dire per il governo francese”, aggiungendo che il governo di Parigi “ha mostrato sostegno a Taiwan”.
“Taiwan ha bisogno della Francia”, ha sottolineato il oggi il rappresentante di Taipei a Parigi, Chihchung Wu, dopo le controverse dichiarazioni di Emmanuel Macron, che hanno irritato numerosi analisti e responsabili politici sulle due sponde dell’Atlantico, in particolare, in Germania e negli Stati Uniti. “Tutte queste reazioni mostrano quanto la voce della Francia conti per la stabilità e la pace nella regione”, ha detto l’esponente di Taipei aggiungendo: “Speriamo che la Francia possa svolgere un ruolo ancora più positivo e impegnarsi maggiormente”.
Chihchung Wu ha precisato che questo non significa necessariamente un sostegno militare. ”Non siamo ingenui, non siamo qui a sperare che la Francia invii l’esercito a Taiwan, che la Francia muoia per Taiwan”. Ma ci sono “tante maniere” di esprimere il proprio sostegno – ha continuato – ed ha citato l’esempio della guerra in Ucraina, dove la Francia invia cannoni Caesar. “Una delle cause della guerra in Ucraina è che nessuno credeva alla guerra”. “A Taiwan, tutti credono alla guerra e quindi la guerra non ci sarà”, ha auspicato Chihchung Wu.
La Cina intanto corre in soccorso di Macron. “Abbiamo notato che l’idea del presidente francese secondo cui l’Europa dovrebbe insistere sull’autonomia strategica ed evitare di essere coinvolta in scontri di blocco ha suscitato alcune critiche, soprattutto degli Usa, e non ci sorprende”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin. “Alcuni Paesi non vogliono vedere altri diventare indipendenti e vogliono sempre costringere gli altri a obbedire alla loro volontà”, ha aggiunto, per il quale “la coercizione e la pressione si tradurranno solo in più resistenza e opposizione”.
I media statali di Pechino hanno salutato con favore, come una “decisione brillante”, la mossa di Macron, lodato dai notiziari statali e dagli utenti dei social media per la sua indipendenza. Un articolo di opinione sul Global Times, il tabloid del Quotidiano del Popolo, ha rimarcato che i commenti erano “chiaramente il risultato dell’osservazione e della riflessione a lungo termine di Macron“, rappresentando un percorso “relativamente obiettivo, razionale e in linea con gli interessi dell’Europa. Alcune persone vogliono costruire una falsa Europa nell’opinione pubblica, mascherando le vere voci e gli interessi europei”. Chen Weihua, capo dell’ufficio di Bruxelles del China Daily, ha scritto su Twitter che “anche le parole di Macron su autonomia strategica dell’UE, resistenza a una nuova Guerra Fredda e disaccoppiamento si riveleranno decisioni brillanti”. Hu Xijin, ex direttore del Global Times di cui è ora un seguito commentatore, ha scritto su Weibo che, malgrado i commenti rosei di Macron, era “irrealistico” per la Cina pensare che la Francia si sarebbe schierata dalla sua parte in futuri scontri con gli Stati Uniti. Europa e Usa “hanno valori condivisi e sono legati dalla Nato – ha scritto Hu -. Ma possiamo credere fermamente che fintanto che la Cina tratterà i paesi europei in modo ragionevole ed equo mentre gli Stati Uniti li costringono ad opporsi alla Cina, i conflitti tra i loro interessi strategici saliranno in superficie”.