Jack Teixeira, 21 anni appena, assegnato al dipartimento di intelligence della Guardia Nazionale, sezione Aeronautica, nello Stato americano del Massachusetts. Una passione dichiarata per “
le armi, l’equipaggiamento militare e Dio“, come i suoi amici su internet.
E’ lui, secondo l’FBI che lo ha arrestato dopo una settimana di serratissime indagini, la talpa che ha trafugato e pubblicato su un gruppo privato online decine di documenti militari statunitensi top secret con informazioni sensibili sulla guerra in Ucraina.
Era a casa sua, a North Dighton, tranquilla cittadina di 8mila abitanti. I media americani hanno seguito l’arresto in diretta: prima l’arrivo degli uomini dell’FBI, con gli elicotteri che sorvolavano la zona, poi gli altoparlanti che li incalzavano a uscire di casa, infine il giovane che usciva, le mani dietro la testa, bermuda rossi e maglietta.
I documenti trafugati si concentrano in gran parte sulla guerra in Ucraina ma sollevano anche il coperchio sulle
informazioni “spiate” dagli Stati Uniti a danno di alcuni degli alleati più stretti, come Corea del Sud e Israele. Una “
leak”, una fuga di notizie riservate, considerata dal Pentagono la più importante dai tempi di Wikileaks, nel 2010.
Il procuratore generale, Merrick Garland, ha confermato che Teixeira comparirà già oggi dinanzi a un tribunale federale: ma le accuse non sono state ancora rese pubbliche. Risponderà comunque per violazioni dell’Espionage Act, che punisce con una condanna sino a 10 anni per ogni capo di imputazione “la rimozione, conservazione e trasmissione non autorizzate di documenti strettamente custoditi relativi alla difesa nazionale che potrebbero essere utilizzati per danneggiare gli Stati Uniti o aiutare un avversario straniero”.
Chi è Jack Teixeira
21 anni, dicevamo.
Giovane, carismatico, patriottico, bravo con i computer: a quanto pare non troppo bravo a rendersi conto delle conseguenze delle sue azioni.
Teixeira vive tranquillo con i genitori – viveva – nel suo paesino di ottomila anime nel Massachusetts. Nel settembre del 2019 si è arruolato nella Air National Guard, ovvero la sezione Aeronautica della Guardia Nazionale. A luglio scorso è stato promosso ad “Aviere di prima classe”.
Lavora come specialista del Cyber Transport Systems, un incarico che l’Air Force descrive come “addetto al corretto funzionamento della vasta, globale rete di comunicazioni”. Ha anche ottenuto una medaglia per il servizio svolto, l’Air Force Achievement Medal.
Oltre al lavoro, Teixeira aveva degli hobby. In una realtà virtuale parallela, il suo nome era OG.
Secondo gli investigatori, con questo nickname era il coordinatore e animatore della chat di un gruppo privato online, chiamato Thug Shaker Central.
Qui si ritrovavano circa 20-30 persone, per lo più maschi bianchi giovani e adolescenti, uniti dalla passione per armi, videogiochi, cose militari e meme razzisti. Un gruppo in cui si scherza, si guardano video e film, si prega.
Secondo il Washington Post, che ha parlato con due dei giovani iscritti alla chat, OG pubblicava i documenti riservati perché voleva impressionare gli altri con cui giocava sulla piattaforma Discord, aumentare il suo prestigio nel gruppo.
Aveva accesso ai documenti della base della Guardia Nazionale dove lavorava, li portava a casa e li pubblicava: prima trascrivendoli, poi semplicemente fotografandoli. Teixera si faceva vanto, con gli amici del gruppo, di conoscere segreti che il governo nasconde alla gente comune: traduceva per loro il gergo tecnico di quei documenti, spiegava ai non iniziati il significato delle sigle militari. In un certo senso, scrive il giornale, “OG aveva creato una copia virtuale dell’ufficio riservato dove passava le ore di lavoro: nel server Discord, era il regista delle cose più segrete e consentiva ai suoi amici di leggere verità a cui i normali cittadini non possono accedere”.
Uno dei membri del gruppo racconta al Washington Post di essere stato impressionato dalla figura di Teixeira come appariva online: “E’ in forma, è forte, è armato, è addestrato – più o meno tutto quello che ti aspetti in certi tipi di film”.
A quello che al momento si sa, dunque, non c’era alcun movente politico o etico nelle attività di Teixeira. Nulla a che fare con i casi di Chelsea Manning, Edward Snowden e altri. Nell’ambiente nerd frequentato online da Teixeira, guerra e geopolitica si confondono ogni giorno con i videogiochi sparatutto, con battute e slogan machisti, con l’esaltazione di una violenza molto virtuale e poco reale.
Il guaio, per OG, è che i suoi segreti non sono rimasti a lungo nel suo ristretto gruppo di amici di tastiera. I documenti sono stati diffusi attraverso altri social network, come Telegram. E sono finiti sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo.
Resta da capire come Teixeira, certo non nei ranghi militari più alti, sia riuscito a entrare in possesso di materiale tanto riservato.
Il Pentagono sta già rivedendo le liste di chi ha accesso alle informazioni sensibili e ha cominciato a limitare chi riceve briefing quotidiani di intelligence. Biden ha cercato di minimizzare le conseguenze della fuga di notizie, ma l’imbarazzo è notevole.
La gran parte degli analisti sostiene che la fuga di informazioni non abbia provocato danni sostanziali, salvo allertare i servizi di intelligence di Paesi avversari, come la Russia, ma anche alleati – tutti affannati ora a chiudere i canali scoperti. Rivelava, tra le altre cose, le preoccupazioni degli Stati Uniti sulla fattibilità di un’imminente controffensiva delle forze di Kiev contro le truppe russe, così come le preoccupazioni per i punti deboli delle difese aeree ucraine. Il Pentagono ha fatto peraltro sapere che l’evento rappresenta un rischio “molto serio” per la sicurezza nazionale, con il portavoce Pat Ryder che lo ha definito un “atto criminale deliberato”.