(ANSA) – CAGLIARI, 14 APR – “Andrea Chénier è un dramma
dinamico, una storia avvincente, rimanda a un colossal
cinematografico.” Con queste parole il musicologo Vincenzo
Borghetti ha presentato l’opera di Umberto Giordano, in un
incontro con il pubblico nel foyer di platea del Lirico di
Cagliari.
Il capolavoro verista va in scena dal 21 al 30 aprile, terzo
titolo del cartellone di Lirica e Balletto. “Una storia da
vivere in presa diretta, col suo affastellarsi di eventi, le
scene affollate e il ritmo serrato che quasi non danno respiro
allo spettatore e lo incollano alla sedia, e allo stesso tempo
gli consentono di gustarne ogni momento – ha aggiunto l’esperto
– i quattro quadri si configurano quasi come quattro fulminanti
atti unici, ognuno con la propria autonomia in questo racconto
corale”.
Mancava da Cagliari dal 2008 questo titolo, “affresco storico
del fine ‘700 pre rivoluzionario e poi dell’epoca del terrore,
del tutto credibile, tratteggiato con cura e dovizia di
particolari nell’ambientazione, sia dal librettista Luigi Illica
che dal compositore”, ha spiegato Borghetti nel presentare
l’opera. “Una storia di amore, gelosia, morte che possiamo
leggere solo all’ interno dei fatti storici in cui è inserita,
in primo piano la rivoluzione francese, con i suoi ideali prima
esaltati, poi man mano sfilacciati e poi traditi – ha
argomentato – un dramma politico costruito attraverso una
pluralità di voci, tutte con la stessa potenza narrativa e
spazio nella drammaturgia: i protagonisti, i cosiddetti minori,
le masse”.
Spaesamento, delusione, sconcerto sono alcune parole chiare
che ricorrono nel racconto di Borghetti che richiama, come nelle
intenzioni del compositore, “il periodo post unità d’Italia, con
uno scarto di un secolo, quando gli ideali risorgimentali si
scontrarono con una nuova e problematica realtà, in un gioco di
riflessi, la première fu accolta con successo alla Scala di
Milano nel 1896, a pochi anni dal primo centenario della
rivoluzione francese, in un’epoca dominata in Italia da un senso
diffuso di delusione”. (ANSA).