E non basta nemmeno la spinta dei 74mila arrivati al Meazza, perché i nerazzurri non sono stati capaci di sfruttare il pareggio del Milan. Anche commentare le scelte di formazione di Inzaghi ormai è complicato, perché chiunque scelga di far giocare risponde più o meno allo stesso modo. L’Inter come al solito ci prova anche con buona volontà, crea e si rende pericolosa, ma fatica immensamente a segnare. Lukaku di testa avrebbe subito la palla buona, colpendo però a lato su cross di Barella. Poi il belga combina bene con Correa, sul sinistro dell’argentino però Di Gregorio si supera e mette in corner. I nerazzurri fanno la partita ma decisamente sottoritmo, il Monza (che perde Sensi per infortunio) prova a pungere in contropiede. Ma è tutt’altra squadra quella di Inzaghi rispetto a quella vista in Champions League. Il più pericoloso resta Lukaku anche a inizio ripresa, con un colpo di testa su cui ancora Di Gregorio risponde presente. Poi ci prova ancora il belga, il suo mancino dal limite termina alto di poco. I brianzoli, però, in contropiede fanno capire che la serata sarà complicata per l’Inter, tanto che Dany Mota servito da Pessina con il mancino sfiora l’incrocio. Inzaghi si gioca la carta Calhanoglu al rientro, ma è il Monza di Palladino a colpire: l’ex Caldirola viene lasciato solo dalla difesa nerazzurra su corner e colpisce battendo Onana. La reazione dell’Inter è immediata, con Lautaro che però a tu per tu con Di Gregorio calcia addosso al portiere dei brianzoli. L’assalto finale produce altre occasioni per l’argentino ma di testa da corner tuttavia non trova mai la porta. L’ultimo lampo è di Dzeko, che da due passi non trova la deviazione giusta. E per l’Inter ora la corsa Champions si fa sempre più complicata