(ANSA) – TORINO, 19 APR – Per la prima volta in 10 anni le
famiglie torinesi spendono meno per il cibo soprattutto a causa
degli aumenti di energia, utenze, trasporti. Si rinuncia ad
abbigliamento, articoli per la casa, spettacoli, pasti fuori
casa, ma si mantengono alcuni sfizi, come le vacanze o i cibi
pronti. In calo il numero di famiglie che riescono a
risparmiare, raddoppiano quelle che lamentano la perdita di
potere d’acquisto.
E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sulle spese delle
famiglie torinesi, indagine realizzata dalla Camera di commercio
ricalcando l’analisi nazionale Istat, attraverso lo studio dei
consumi e delle abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti a
Torino.
“Questa indagine, che l’ente camerale conduce da più di 25
anni, è uno specchio fedele delle scelte di acquisto delle
famiglie torinesi, che in un mercato turbolento devono far
quadrare ogni anno il bilancio complessivo” spiega Enzo Pompilio
d’Alicandro, vice presidente della Camera di commercio di
Torino. “Come ci aspettavamo, il 2022 è stato penalizzato
fortemente dalla crescita generale dei prezzi che ha costretto
le famiglie ad alcune rinunce, sia nelle spese alimentari, che
registrano il primo calo in 10 anni, sia in quelle non
alimentari, ma solo quando non strettamente necessarie:
continuano a crescere, infatti, utenze domestiche, servizi
sanitari e trasporti”.
Nel 2022 la spesa alimentare è stata pari a 408 euro (-2,6%
rispetto al 2021; -11 euro). Le diminuzioni più significative
sono state registrate nella spesa in carni e salumi, nel pesce e
nei prodotti dolciari, categorie che insieme rappresentano il
35,7% delle spese alimentari e che sono calate complessivamente
del -5,5% (-8 euro). (ANSA).