In sostanza, spiega il quotidiano, la proposta “che a nome dell’esecutivo il ministro formalizzerà nei prossimi giorni” è che “i nuclei familiari composti da almeno due figli non pagheranno le tasse”.
A fornire qualche dettaglio è un altro esponente leghista, il sottosegretario alle Imprese Massimo Bitonci: ridurre la tassazione per le famiglie con uno o più figli a carico “non significa abbandonare l’assegno unico”, che il governo ha indicato nel Def di voler aumentare; ma “oltre a questo – aggiunge – si dovrebbe reintrodurre una detrazione di 10.000 euro l’anno per ogni figlio a carico (ora 950 euro fino ai 21 anni) fino al termine degli studi anche universitari, per tutti i nuclei senza limiti di reddito”.
Ma sulla proposta è tutta la Lega ad andare in pressing, invocando un “taglio consistente alle imposte sul reddito per sostenere i nuclei familiari e invertire la rotta dell’inverno demografico“.
Meno di 7 neonati e più di 12 decessi per 1000 abitanti (ANSA)
L’unico Paese in Europa ad aver già studiato una norma simile è l’Ungheria di Viktor Orbán, fa notare il Foglio. Proprio il modello ungherese di incentivi alla famiglia è stato più volte indicato in passato come punto di riferimento da Meloni e Salvini, e questo tipo di ragionamento è stato espresso da un membro del governo anche in una delle ultime riunioni del Consiglio dei ministri, quando si parlava appunto delle misure contro la denatalità a cui si lavora in vista della manovra.
Le misure per la natalità, comunque, come gli altri impegni presi dal governo, dalle pensioni ai rinnovi contrattuali, dovranno fare i conti con le risorse disponibili: al momento gli spazi in deficit aperti dal Def (3,4 miliardi quest’anno e 4,5 il prossimo) sono già appaltati per il taglio del cuneo e la riduzione delle tasse; per tutto il resto bisognerà attendere la Nota di aggiornamento al Def in autunno. L’emergenza nascite è al centro del dibattito da giorni, soprattutto dopo che l’Istat ha certificato una natalità al minimo storico, con meno di 7 neonati e oltre 12 decessi ogni 1.000 abitanti.
La premier è tornata a parlarne proprio martedì, invocando la necessità di incentivare le famiglie a mettere al mondo figli.
Lo ha fatto anche il ministro Lollobrigida che però, intrecciando il tema con quello dell’immigrazione, si è spinto a citare la “sostituzione etnica”, innescando una polemica che non accenna a spegnersi.
Dall’opposizione si fa sentire Laura Boldrini: “Niente tasse per chi fa figli”: #Orban in Ungheria? No. La Repubblica di Gilead ne “Il racconto dell’ancella”? No, il ministro Giancarlo #Giorgetti. A ragazzi e ragazze bisogna offrire lavoro stabile e salari adeguati per pianificare il proprio futuro e poter rimanere in Italia”, ha scritto sui social la deputata del Partito Democratico.