Da qui il ricordo di “tutti i martiri che hanno accompagnato la vita della Chiesa. Essi, come ho già detto tante volte, – ha quindi aggiunto il Papa – sono più numerosi nel nostro tempo che nei primi secoli”. I martiri, “a imitazione di Gesù e con la sua grazia, fanno diventare la violenza di chi rifiuta l’annuncio una occasione suprema di amore, che arriva fino al perdono dei propri aguzzini. Sebbene siano solo alcuni quelli a cui viene chiesto il martirio, tutti però devono essere pronti a confessare Cristo davanti agli uomini e a seguirlo sulla via della croce durante le persecuzioni, che non mancano mai alla Chiesa. In questo modo – ha sottolineato Francesco – i martiri ci mostrano che ogni cristiano è chiamato alla testimonianza della vita, anche quando non arriva all’effusione del sangue, facendo di sé stesso un dono a Dio e ai fratelli, ad imitazione di Gesù”. E ha ribadito: “Oggi ci sono tanti martiri nella Chiesa. Tanti”, sottolinea. “Perché, per confessare la fede cristiana sono cacciati via dalla società o vanno in carcere”, ha aggoiunto a braccio. “Sono tanti”.
Nel suo discorso il Papa ha inoltre ricordato che “non si deve mai uccidere in nome di Dio, perché per Lui siamo tutti fratelli e sorelle. Ma insieme si può dare la vita per gli altri. Preghiamo dunque – ha proseguito – perché non ci stanchiamo di dare testimonianza al Vangelo anche in tempo di tribolazione. Tutti i santi e le sante martiri siano semi di pace e di riconciliazione tra i popoli per un mondo più umano e fraterno, nell’attesa che si manifesti in pienezza il Regno dei cieli, quando Dio sarà tutto in tutti”, ha esortato Francesco.
Il Pontefice ha poi citato esplicitamente l’esempio dello Yemen dove, ha detto, si sta consumando da anni una guerra terribile e dimenticata dove i cristiani hanno vissuto più esempi di martirio, con le religiose presenti, a causa di attacchi che non hanno risparmiato anche alcuni collaboratori di fede musulmana. “Ci commuove – ha detto Francesco in questo senso – vedere come la testimonianza del sangue possa accomunare persone di religioni diverse“.
Al termine dell’udienza Papa Francesco è tornato a pregare per l’Ucraina: “Perseveriamo nella vicinanza e nella preghiera per la cara e martoriata Ucraina, che continua a sopportare terribili sofferenze”.
Oggi pomeriggio in Vaticano è previsto un incontro tra la Santa Sede e le istituzioni italiane in vista della preparazione del Giubileo 2025. A guidare la delegazione della Santa Sede sarà il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, con monsignor Rino Fisichella, pro prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e il ‘regista’ al quale il Papa ha affidato l’organizzazione degli eventi legati al Giubileo. La premier Giorgia Meloni dovrebbe guidare la delegazione del governo italiano che vedrebbe la presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e diversi ministri competenti. Sarebbe prevista anche la presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del governatore del Lazio Francesco Rocca.
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