(ANSA) – NAPOLI, 19 APR – L’Archivio di Stato di Napoli sta
diventando progressivamente un contenitore culturale a tutto
campo: “Vogliamo fare in modo che questo che era un luogo
chiuso, frequentato esclusivamente dagli studiosi, diventi un
posto dove le persone vengano per stare bene”, spiega la
direttrice Candida Carrino. “La nostra offerta culturale deve
essere varia affinché le persone comprendano il valore dei
nostri documenti come ‘casa delle storie’ e proporle attraverso
linguaggi diversi”. In questo nuovo approccio si inserisce la
Mostra su Picasso che – annuncia la direttrice – “ricreerà da
ottobre a dicembre prossimi una delle più grandi mostre, la
personale di Picasso del 1953 a Milano: noi la replicheremo
virtualmente, cercando di avvicinare un pubblico ormai abituato
ai nuovi linguaggi”. Si chiamerà ‘Passion Picasso’.
Come sarà questa la rassegna sull’artista spagnolo? “Abbiamo i
documenti preparatori della mostra del 1953 che valorizzeremo
insieme con le opere in maniera virtuale, multimediale in una
galleria con proiettori, insomma insieme documenti reali e
rassegna immersiva” evidenzia Candida Carrino. Raccontare,
dunque, Pablo Picasso in occasione del cinquantenario della
morte.
Intanto con la donazione, sancita davanti al notaio
Giuseppina Santangelo, di un pianoforte Steinway Gran Coda da
Concerto del 1901 all’Archivio di Stato da parte della pianista
Kiki Bernasconi, si arricchisce l’offerta culturale della
struttura e Carrino – che ha individuato la donatrice insieme
con la scrittrice Marielva Torino – sottolinea: “Siamo alla
ricerca di altri strumenti musicali per creare le condizioni
della nascita, d’intesa con le associazioni musicali della
città, di uno spazio dedicato per un’orchestra nell’Archivio di
Stato. Gli esperti hanno scoperto che la nostra Sala Catasti è
tecnicamente perfetta come sala di registrazione. Vorrei
inaugurarla per effettuare registrazioni di dischi di musica
classica”. Il pianoforte, ricorda Bernasconi, è stato suonato
dai più grandi pianisti della seconda metà del Novecento: “Mio
padre era un mecenate, invitava tutti: Rubinstein, Michelangeli,
Magaloff, Ciccolini e tantissimi altri”. (ANSA).