(ANSA) – ROMA, 20 APR – “L’introduzione di un salario minimo
legale non risolverebbe, di per sé, il problema di adeguare i
salari più bassi”: servirebbe “uno sforzo maggiore per il
rispetto delle regole”, rileva Confindustria, in audizione con
la dg Francesca Mariotti di fronte alla Commissione Lavoro della
Camera, sulle proposte di legge in materia di giusta
retribuzione e salario minimo
“A ben vedere – dice -, il vero problema del rispetto di un
salario minimo adeguato prescinde dalla fonte che ne determina
la misura”, legge o contratto collettivo; “Il problema vero,
almeno nel nostro Paese, sembra essere piuttosto quello degli
strumenti volti a garantire l’effettivo rispetto del livello
retributivo minimo stesso”.
Serve un “potenziamento dell’attività ispettiva” e “si pone
anche una questione che attiene alla selezione della qualità
della contrattazione collettiva”, evidenzia l’associazione degli
industriali che sottolinea: “Registriamo con favore che, in
linea di massima, tutte le proposte di legge in esame finiscono
per optare, in qualche modo, per un demando alla contrattazione
collettiva”.
Tra i nodi da chiarire, non va alterato “il libero ed
autonomo confronto negoziale tra le parti contraenti”: sarebbe
“un elemento distorsivo” confondere “salario minimo fissato per
legge e salario individuato dalla contrattazione collettiva”: la
stessa direttiva europea non prevede “alcun tipo di commistione
tra queste due distinte fonti di regolazione del salario”.
E c’è il nodo della rappresentanza: servono “criteri obiettivi”,
ed “occorre porre un serio argine al dilagante fenomeno dei
cosiddetti contratti pirata” : “La soluzione della questione
andrebbe affidata ad una autoregolamentazione delle parti ossia
ad un grande accordo interconfederale” che coinvolga
associazioni di impresa e sindacati.
Confindustria ricorda il ‘patto per la fabbrica’ siglato nel
2018 con Cgil, Cisl e Uil che già delineava soluzioni per
misurare “l’effettivo peso della rappresentanza” e che propone
che il contratto collettivo individui “il trattamento economico
minimo (Tem) e il trattamento economico complessivo (Tec)”,
delineando così “il quadro regolatorio più efficace per
garantire un salario minimo orario adeguato”. (ANSA).