Cosa era successo
Nei giorni scorsi il giudice federale del Texas Matthew Kacsmaryk, nominato da Trump, aveva vietato l’uso del mifepristone, perché a suo avviso l’agenzia federale Food and Drug Administration aveva sbagliato ad approvalo, in quanto non era sicuro per chi l’assumeva. Lo aveva fatto in seguito a una causa presentata dall’Alleance for Hippocratic Medicine, gruppo di medici contrari all’aborto. Il mifepristone viene somministrato in genere insieme ad un’altra sostanza, il misoprostol, per interrompere la gravidanza nelle prime 12 settimane, e negli Stati Uniti è stato usato da oltre cinque milioni di donne.
Subito dopo la sentenza, l’Fda aveva fatto appello alla Corte d’Appello del Fifth Circuit, ossia quella di New Orleans, per consentire che la pillola restasse disponibile sul mercato. I giudici l’avevano autorizzata, però imponendo una serie di limitazioni, fra cui quella che non poteva essere spedita, ma solo presa in persona. A quel punto si era mobilitato il governo federale, chiedendo alla Corte Suprema di intervenire per risolvere la disputa.
Il giudice Alito
Il caso è finito nelle mani del giudice Alito, cioè quello che aveva scritto la sentenza con cui il massimo tribunale degli Stati Uniti aveva annullato la sua precedente decisione Roe vs. Wade, rendendo di fatto illegale l’aborto a livello federale e rimandando ai singoli cinquanta stati l’autorità di regolarlo. Il magistrato ora si è pronunciato, stabilendo che la pillola resterà accessibile negli Stati Uniti come lo è stata finora, ma solo fino a quando la questione non sarà risolta a livello legale. La Corte d’Appello di New Orleans ha stabilito il 17 maggio come il giorno in cui inizierà il dibattimento sulla causa originaria dell’Alleance for Hippocratic Medicine. Quindi il mifepristone continuerà ad essere disponbile fino al giudizio finale del tribunale del Fifth Circuit. Comunque si pronuncerà, però, è logico aspettarsi che poi il caso tornerà davanti alla Corte Suprema per la sentenza definitiva.
Biden esulta: “Continuerò a battermi per le donne”
Il presidente Joe Biden commenta soddisfatto la decisione della Corte Suprema: “Continuerò a battermi contro gli attacchi alle donne guidati dalla politica” perché la “posta in gioco non potrebbe essere più alta”.