Scuola, assistenza, disabilità, denatalità, lavoro e fisco sono alcuni dei temi con cui si è voluto aprire il Convegno Nazionale di quest’anno dell’Agidae (Ass. Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica). Il meeting di due giorni dal titolo: “Le opere della Chiesa al servizio del bene comune. Prospettive, Innovazione, Merito” vuole rappresentare un momento di riflessione interpretando le attese e le problematiche nella nostra società in un quadro di vera e propria missione di testimonianza, per un progetto di vita delle persone che sia in piena sintonia con i valori della fede e degli insegnamenti del Magistero.
Tra i relatori intervenuti al Convegno il Presidente della CEI, Card. Matteo Zuppi, il Presidente Agidae Padre Francesco Ciccimarra, il Vice Ministro dell’Economia Maurizio Leo, il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Direttore Fondazione Agidae Labor Nicola Mercurio che hanno manifestato, con grande preoccupazione, la riduzione delle scuole cattoliche paritarie lungo tutta la penisola. Sono più di un milione e seicentomila gli studenti che frequentano le scuole paritarie in Italia, ma secondo i dati del Ministero, sono centinaia le istituzioni scolastiche che hanno chiuso per svariati motivi, tra questi problemi economici, assenza di personale religioso, mancato adeguamento, peso della gestione burocratica, risorse umane, ecc. Inoltre, nonostante il governo dell’epoca, e i governi succedutisi, non abbiano mai lasciato sole le scuole paritarie, la drammatica esperienza del Covid ha minato profondamente la ripresa delle attività.
L’attuale Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha assicurato tutto il suo impegno per far sì che venga assicurata la libertà di scelta educativa, sancita dall’Art. 30 della Costituzione Italiana, da parte delle famiglie nell’individuare le scuole per i propri figli. Ma è giunto l’ora di una nuova legge che sappia ridefinire e aggiornare le normative secondo le istanze oggi più sentite come istanze irrinunciabili.
Una questione al centro dell’attenzione nelle strutture educative paritarie è il tema della disabilità. La normativa, attualmente, non sempre lineare e chiara sull’organico da destinare all’Inclusione scolastica, non darebbe la possibilità di rispondere esaustivamente ai bisogni di quei bambini e ragazzi che necessitano di una didattica speciale e di un insegnante di sostegno. Non può infatti essere negata ai ragazzi che frequentano le scuole paritarie quella tutela e quel diritto ad un progetto di vita che invece è riconosciuta nella scuola statale.
Le istituzioni educative cattoliche, in linea con il Sistema scolastico Nazionale, mettono a disposizione un servizio autentico nelle sue profonde necessità di vita, fisica, morale, sociale, intellettuale, nell’ottica di un vero e proprio accompagnamento costante nelle diverse stagioni della vita dello studente, con un occhio di riguardo alla persona.
il Presidente dell’Agidae Padre Francesco Ciccimarra
Abbiamo incontrato Padre Francesco Ciccimarra, Presidente dell’Agidae e Professore di Teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma.
“Le opere della Chiesa al servizio del bene comune” è il tema di questo convegno. Cosa vuole proporre in epoca di crisi l’Agidae alla nostra società?
Io penso che in questa fase storica che stiamo vivendo anche nel raggiungimento della pace, abbiamo il compito di proporre a tutti quelli che riusciamo ad avvicinare, l’idea di riscoprire in pieno la loro potenzialità personale e collettiva. Senza questa riscoperta è difficile immaginare un futuro più semplice. Quindi l’impegno e l’auto responsabilizzazione per la costruzione di un nuovo mondo passano attraverso noi educatori.
La scuola dovrebbe aiutare ciascun alunno a trovare il proprio posto nell’esistenza. Quali sono, innanzitutto, le sfide a cui sono chiamate oggi non solo le istituzioni educative statali, ma anche paritarie?
Dobbiamo dare spazio alla crescita dei ragazzi che frequentano le nostre istituzioni scolastiche nella riscoperta della propria dimensione umana, valoriale, personale e anche nella riscoperta della bontà dello stare insieme con gli altri. Quindi costruire con loro una società migliore, con l’impegno di tutti, senza tirarci indietro. Questo è il segreto del successo sia dal punto di vista personale che della collettività stessa.
Le scuole paritarie sono inserite nel Sistema Nazionale di Istruzione. Quali saranno le possibilità fornite dal PNRR per procedere in parallelo con le istituzioni statali?
Durante il Convegno il Ministro dell’Istruzione, attraverso un video-messaggio, ha anticipato che le scuole statali e le scuole paritarie potranno beneficiare entrambe delle risorse previste dal PNRR, risorse che saranno finalizzate a fare una scuola migliore. Si tratta di creare competitività e anche armonia di sistema tra le due scuole che formano un unico blocco educativo, per il bene comune del nostro paese. Le nostre scuole non sono fatte per mettere da parte denaro, le nostre scuole non sono imprese commerciali e laddove creano lucro non si avrà diritto all’esenzione IMU. Nella stragrande maggioranza delle nostre scuole non solo c’è una perdita ma di sicuro non si fa lucro e il rischio di chiudere queste fonti di formazione e educazione dei giovani è grande. Il problema è risolvibile purché ci sia una chiarezza da parte di tutti i protagonisti del sistema educativo.
… questo vale anche per il sostegno alla disabilità nelle scuole paritarie?
Certo! Abbiamo fatto diversi passi in avanti negli ulti anni, però è arrivato il momento di riscrivere la legge sulle scuole paritarie per recuperare questi valori che sono stati ampiamente dibattuti come la tutela della salute e i diritti di chi ha meno salute degli altri. Per questi ragazzi, affinché non si sentano persone minorate, deve esserci il massimo impegno da parte del sistema politico istituzionale.
Nel mondo il livello di istruzione è sempre importante non solo per l’accesso al lavoro. Ultimamente c’è una valutazione del merito. Lei pensa che sia l’unica forma attuabile per il contrasto all’abbandono scolastico che preoccupa la nostra società?
Il problema del merito è costituito dai criteri di valutazione. Quando abbiamo sottoscritto il contratto collettivo nazionale alcuni anni fa, è stato introdotto il criterio del merito come criterio di una retribuzione supplementare. È un criterio che ciascuno può contribuire a costruisce mediante la partecipazione più attiva alla vita della scuola; più cresce la scuola, più la valorizzazione del rapporto professionale degli altri viene riconosciuta anche economicamente. Questo è stato imitato in maniera positiva da altri sistemi.
… e per quanto riguardo l’abbandono scolastico?
L’abbandono scolastico rischia di diventare colpa di un sistema dove i bambini non si sentono amati dalla scuola. Io dico sempre che la scuola è la casa dei ragazzi. La scuola dovrebbe essere come casa, una famiglia capace di promuovere forme di aggregazione in cui ci si sente realizzati. È responsabilità del gestore della paritaria, della statale e degli educatori fare in modo che la scuola diventi un punto di riferimento della vita di ogni bambino e bambina per diversi anni fino alla sua maggior età.
In cosa dovrebbe venire incontro il governo attuale per far si che scuole statali e scuole paritarie lavorino insieme per il bene comune?
Penso che bisogna ripensare il sistema unico dell’istruzione e cercare di valorizzare, nei momenti di necessità educativa, come è avvenuto in passato seppure per brevi periodi, le potenzialità che hanno sia la scuola paritaria che la scuola statale. Oggi si parla sempre di emergenza educativa, ma il problema fondamentale è che non si sono trovate le soluzioni per risolvere l’emergenza stessa. Quindi dal punto di vista del sistema ci sono irresponsabilità a vari livelli. Bisogna fermarsi un attimo e cercare di progettare una scuola dove l’intero sistema possa girare meglio a prescindere della tipologia del gestore perché a beneficiarne di più saranno gli studenti.
La crisi economica giustamente vieta la possibilità di scegliere in piena libertà la scuola ai nostri figli. Cosa fare?
Penso che bisognerebbe rispettare un principio diverso da questo divieto di dare finanziamenti alle scuole. Il principio vero, sottolineato anche dal Ministro dell’Istruzione nel suo messaggio, è di rendere operativo il diritto di ogni famiglia a scegliere il luogo di educazione dei propri figli. Quindi priorità all’articolo 30 della Costituzione perché quella è la chiave di volta. Io credo che i tentavi di soluzione oggi prospettati a livello di studio, illustrati dal Vice ministro dell’economia Maurizio Leo, sono delle buone piste di riflessione e di attuazione. Bisogna evitare che la povertà diventi una discriminazione non voluta. Se c’è la volontà politica secondo me non ci sono difficoltà, bisogna agire sullo strumento fiscale, previdenziale, del bonus famiglia.
Denatalità…
Il problema della denatalità riguarda non solo la scuola, ma tutto il paese. È chiaro che si comincia nella fascia di età dove il soggetto interessato maggiormente è quello della scuola, perché le classi non si formano in entrambi casi. Se diamo la libertà alle famiglie di scegliere serenamente il luogo della formazione dei figli il problema sarà bilanciato. Quindi si sceglieranno i luoghi formativi che rappresentano i propri ideali, i propri valori, le proprie scelte di vita.
Resta il grande tema dell’IMU per le opere della Chiesa in Italia. Quanto è cambiato e cosa può fare in maniera concreta l’attuale governo?
Personalmente seguo da molti anni in maniera professionale il tema dell’IMU. Ho seguito tanti procedimenti delle Magistrature delle varie corti, dell’Europa oltre che dell’Italia. Quello che penso è che noi abbiamo avuto questo problema per una mancanza di chiarezza normativa. Non possiamo delegare a ciascun magistrato la scelta di un principio giuridico che deve riguardare tutta la comunità scolastica italiana. Cioè se il Ministero con il decreto Monti del 2012 stabilì dei criteri, quei criteri devono essere parametri uguali e rispettati per tutti. Non è pensabile che un giudice la pensi in un modo, e un altro la pensi in un altro modo. Alla fine manca la certezza giuridica da cui deriveranno dei problemi di gestione. Io ritengo che con una nuova legge sul tema IMU si possa in qualche modo superare quelle incongruenze oggi esistenti.