(ANSA) – NEW YORK, 23 APR – A ‘Beautiful’ è in corso una vera
e propria rivoluzione, Brooke e Taylor sono diventate amiche per
la pelle. Le eterne rivali, che per tutta la vita si sono
contese Ridge, hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra.
Lasciando sbalorditi i fan della soap opera che in Usa va in
onda dal 1987 mentre in Italia dal 1990, Brooke Logan (Katherine
Kelly Lang) e Taylor Hayes ( Krista Allen) si sono finalmente
rese conto dell’inutilità di farsi la guerra per un uomo e,
contrariamente a quello che era un copione che si ripeteva
sistematicamente, si sono reciprocamente giurate fedeltà
dichiarandosi BFF (Best friends forever, migliori amiche per
sempre). Alcune scene lasciano persino il dubbio che tra le due
possa nascere una relazione omosessuale.
Una liberazione doverosa in termini di emancipazione delle
donne (sul set) e che la produzione della soap ha per troppo
tempo ignorato anche se solo per esigenza di sceneggiatura. La
soap è la più seguita al mondo ma è considerata sessista in
quanto i personaggi femminili nella stragrande maggioranza dei
casi vivono in funzione di un uomo. Sia Brooke che Taylor sono
entrambe due donne di successo, sia dal punto di vista della
carriera che economicamente, eppure per sentirsi realizzate non
possono non avere un marito.
Nel corso degli anni Beautiful non ha mancato di sorprendere
il suo pubblico, ha un personaggio transgender, Maya Avant
(Karla Mosley), che alla fine dopo aver svelato il suo segreto
si unisce in matrimonio con Rick Forrester (Jacob Young), ma il
copione – sottolineano i critici – non è mai stato stravolto in
favore del progresso al femminile, rimanendo quindi
‘conservatore’, prediligendo il maschio che sposta le donne
pedina.
Ma i colpi di scena non sono finiti. In quella che è un’altra
rivoluzione, anche Ridge Forrester (Thorsten Kaye) e Bill
Spencer (Don Diamont) concedono una tregua alla loro rivalità e
uniscono le loro forze per liberarsi della spietata Sheila
Carter (Kimberlin Brown). Per una volta, quindi, non si
contendono la stessa donna, ma si battono in nome delle loro
famiglie allargate. (ANSA).