“Io – ha reso noto Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri – sono rimasto in contatto con i leader delle fazioni che si stanno combattendo, hanno rispettato l’impegno a garantire la sicurezza del nostro convoglio, li ho ringraziati, questo è un fatto positivo. È stata un’operazione difficile, complicata e rischiosa ma è andato tutto per il verso giusto”.
Sudan, Tajani: ‘Evacuati gli italiani che volevano lasciare il Paese’
“Apprezzamento per l’operazione efficiente, brillante e rapida che è stata compiuta in Sudan per i nostri concittadini”, è stato rivolto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’incontro al Quirinale con una rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma, nella ricorrenza del 78esimo anniversario della liberazione.
“È stato un weekend lungo – ha detto l’alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell arrivando al Consiglio affari esteri -, abbiamo lavorato per portare via le nostre persone dal Sudan ed è stata un’operazione di successo: centinaia di cittadini Ue sono fuori dal Paese, più di un migliaio di persone, ringrazio la Francia e saluto con favore gli sforzi comuni di molti Paesi. Ora dobbiamo spingere per una tregua, non possiamo permettere che il Sudan imploda perché creerebbe scosse telluriche in tutta l’Africa”.
Evacuati 10 cittadini greci con l’aiuto dell’Italia “Altri dieci cittadini greci con i loro familiari sono stati evacuati dal Sudan e si trovano già a Gibuti, questa volta grazie all’aiuto dell’Italia. Tutti sono in buone condizioni di salute”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri greco Nikos Dendias questa mattina su Twitter. Con questa operazione sono in totale 18 i greci evacuati dal Paese africano. Il primo gruppo di cittadini, tra cui erano presenti due feriti, ha lasciato il Sudan ieri con l’assistenza della Francia, come riporta il sito di Kathimerini. I due feriti sono stati portati a Gibuti e da lì partiranno per la Grecia, passando per l’Egitto.
Brasile. “Siamo preoccupati anche per quanto sta accadendo in Sudan. Lì avevamo 20 nostri connazionali che ieri abbiamo raggiunto e li abbiamo portati fuori dal Paese e ora sono a Gibuti, da dove partiranno a breve per tornare in Brasile. Questo è un grande problema, perché è una guerra e pur non essendo così vicina crea preoccupazione generale”. Lo ha detto l’ambasciatore brasiliano in Italia Helio Vitor Ramos, partecipando stamani a Pistoia alla commemorazione dei 462 soldati e ufficiali brasiliani caduti sul territorio italiano durante la Seconda guerra mondiale. “Siamo anche molto preoccupati per la crisi in Ucraina – ha ancora detto -, perché è una crisi che minaccia la democrazia e minaccia la pace. Speriamo che si possa raggiungere un accordo per mettere fine all’invasione di un Paese sovrano, com’è l’Ucraina”.
Quinto volo francese lascia il Sudan, a bordo 60 persone Un quinto aereo dell’aviazione militare francese ha lasciato il Sudan con a bordo una sessantina di persone, di varie nazionalità europee. Lo ha fatto sapere la ministra degli Esteri francese Catherine Colonna, precisando che fra i Paesi europei vi sono stati “coordinamenti bilaterali a vari livelli” per portare a termine le operazioni di evacuazione, in un ambiente di sicurezza “davvero precario”. “Si è trattato di un buon esempio di cooperazione e solidarietà europea”, ha detto Colonna.
In un rapporto di “aggiornamento” pubblicato la notte scorsa su Twitter, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha) ha rilanciato come più recente bilancio di sangue in Sudan uno diffuso dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che, “al 21 aprile”, quindi venerdì scorso, contava “almeno 427 persone uccise e oltre 3.700 feriti a causa del conflitto” fra esercito e paramilitari. Quello stesso giorno la portavoce dell’Oms, Margaret Harris, in una conferenza stampa a Ginevra aveva segnalato 413 persone morte e 3.551 ferite negli scontri in Sudan iniziati il 15 aprile.