“Il negoziato è in corso – aveva detto Meloni al Foglio – e mi pare evidente che alcuni strumenti dell’Unione europea vadano aggiornati alla luce del nuovo scenario geopolitico. Il Mes è stato concepito quando eravamo in un altro mondo e nemmeno allora è stato utilizzato”. Per la premier, “se deve contrastare le crisi finanziarie, allora non solo è sottodimensionato ma soprattutto non serve allo scopo. Mi pare sufficiente guardare in Europa a cosa è successo nel collasso del Credit Suisse”. Come spiegava la premier nell’intervista, “è quindi decisamente più serio pensare a costruire un’Unione bancaria forte. Se invece il Mes si trasforma in un veicolo per la crescita (…) allora siamo pronti a discutere. Questa è la linea del mio governo”. La commissione Esteri ha iniziato l’esame delle due proposte di legge nella seduta del 29 marzo, ma non c’è ancora stato un seguito. L’approdo in Aula era previsto per aprile nelle prime due versioni del calendario della Camera, ma nell’ultima versione non c’è più.
All’Eurogruppo sarà chiesto all’Italia che cosa intenda fare sulla ratifica del Mes: “E’ una domanda che porremo al ministro italiano”, ha detto un funzionario europeo in vista dell’incontro informale dei ministri delle Finanze dell’Eurozona venerdì a Stoccolma.
“Ora più che mai è cruciale assicurare la potenza di fuoco delle nostre istituzioni”, ha detto sul Mes. “La mancata ratifica – ha sottolineato – sta in qualche modo bloccando” anche ulteirori riforme. “E’ impossibile discutere di altre misure che potrebbero essere utili” “se non abbiamo messo in atto un accordo precedente. Sta avendo un effetto raggelante sulle discussioni”.
Il ministro in Aula al Senato illustra lo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza: ‘Per la piena spesa del Piano è fondamentale la collaborazione con l’Ue’. Renzi: ‘Sui soldi europei facciamo il tifo per il governo’ (ANSA)