Sono alcuni degli obiettivi principali che la Commissione europea punta a realizzare proponendo oggi “la riforma del settore farmaceutico Ue, la più ampia in oltre 20 anni della legislazione farmaceutica dell’Ue, per renderla più agile, flessibile e adeguata alle esigenze dei cittadini e delle imprese dell’Ue”.
La riforma comprende due proposte legislative: una direttiva e un regolamento che racchiuderanno il nuovo quadro normativo dell’Ue per tutti i medicinali (compresi quelli per le malattie rare e per i bambini), semplificando e sostituendo la precedente legislazione. In poche parole, la direttiva contiene tutti i requisiti per l’autorizzazione, il monitoraggio, l’etichettatura, la protezione regolamentare, l’immissione sul mercato e altre procedure per tutti i medicinali autorizzati a livello Ue e nazionale.
Nelle intenzioni dell’Ue, “la riforma – spiega una nota – creerà un contesto normativo favorevole all’innovazione per lo sviluppo di nuovi medicinali e il riposizionamento di quelli esistenti. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) fornirà fin dalle fasi iniziali un migliore sostegno normativo e scientifico agli sviluppatori di medicinali promettenti, in modo da facilitarne l’approvazione rapida e aiutare le Pmi e gli sviluppatori senza scopo di lucro.
La novità principale contenuta nel pacchetto di riforma prevede un periodo di esclusiva sui medicinali più breve, dai 10 anni attuali a 8, ma con la possibilità per le Pharma di prolungare i tempi fino a 12 anni se si impegnano a garantire l’accesso ai nuovi farmaci in tutti gli Stati membri o a rispondere a esigenze mediche insoddisfatte.
Saranno poi accelerate la valutazione scientifica e l’autorizzazione dei medicinali (ad esempio, le procedure di autorizzazione dell’Ema richiederanno 180 giorni, meno della media attuale di circa 400 giorni) e gli oneri amministrativi saranno ridotti grazie a procedure semplificate (ad esempio, abolendo in moltissimi casi il rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio e introducendo procedure più semplici per i medicinali generici) e alla digitalizzazione (ad esempio, presentazione delle domande e informazione sul prodotto in formato elettronico). Saranno mantenuti in vigore i più elevati parametri di qualità, sicurezza ed efficacia per l’autorizzazione dei medicinali”.