Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato una nuova Relazione al Parlamento ai sensi dell’art. 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Restano confermati i saldi di finanza pubblica già riportati dal Documento di economia e finanza 2023, mentre la nuova Relazione sottolinea le finalità di sostegno al lavoro e alle famiglie oggetto degli interventi programmati per il Consiglio dei ministri già fissato per il 1° maggio.
“Delle due l’una: o siamo di fronte a un episodio di imperdonabile sciatteria o alla prova conclamata delle divisioni della maggioranza. In entrambi i casi si dimostra la totale inadeguatezza di questo Governo e di questa maggioranza, che dovranno risponderne davanti al Paese”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein. “Sono andati sotto per mancanza dei voti necessari sullo scostamento di bilancio, ovvero una decisione fondamentale che impatta sui conti pubblici e quindi sulle famiglie e sulle imprese. Siamo al dilettantismo, il problema è che lo pagano l’Italia e la sua credibilità”.
“La maggioranza ha fallito. Gli italiani non si meritano questo spettacolo indecoroso di questa maggioranza”, ha detto nell’Aula della Camera Chiara Braga, capogruppo del Pd, dopo la bocciatura della risoluzione sullo scostamento di bilancio. “E’ inesperienza, non c’è dietro alcun segnale politico”, secondo Maurizio Lupi (NM). “Con il taglio del numero dei parlamentari il numero dei parlamentari in missione perché impegnati al governo incide maggioramente, specie quando ci sono voti con maggioranze qualificate”.
“Siete degli incapaci: dite ai percettori di reddito di cittadinanza di andare a lavorare – ha detto nell’Aula della Camera Francesco Silvestri di M5S -. Ma veniteci voi a lavorare. Il presidente Meloni vada subito al Quirinale a farsi guidare. State creando una instabilità finanziaria che non possiamo permetterci”.
Serve nuovo scostamento, in bilico dl il primo maggio
Cdm convocato per oggi, governo punta a nuovo ok Camere sabato
La bocciatura della Camera allo scostamento di bilancio apre uno scenario che mette a rischio il decreto lavoro atteso in consiglio dei ministri il primo maggio. Il decreto si basa sulle risorse ricavate in deficit dal Documento di economia e finanza (pari a circa 3,4 miliardi),ora impantanato in Parlamento, per destinarle ad un ulteriore taglio del cuneo, oltre all’innalzamento del tetto di esenzione dei fringe benefit. Il governo, spiegano fonti dell’esecutivo, che riapprova il nuovo, necessario, Def già oggi in consiglio dei ministri, sta lavorando per ottenere il via libera del Parlamento allo scostamento entro sabato mattina. Ma le incognite sono diverse, a cominciare dalla reale presenza compatta dei parlamentari nelle aule, molti hanno già lasciato Roma. Le procedure parlamentari richiederebbero anche dei nuovi passaggi in commissione, un quadro che porterebbe via altro tempo. Tanto da far slittare il tutto alla prossima settimana, si ragiona in ambienti della maggioranza. La situazione resta comunque fluida e il tentativo di chiudere la partita prima del primo maggio (e quindi di consentire il cdm sulle nuove misure per il lavoro) resta la priorità del governo. Nel documento è probabile che si intervenga ritoccando i saldi, che attualmente sono: per il 2023 un deficit al 4,35% tendenziale e al 4,5% programmatico e per il 2024 al 3,5% tendenziale e al 3,7% programmatico. Le risorse ricavate dallo scostamento, il governo ha indicato di volerle destinare per quest’anno al taglio del cuneo (3,4 miliardi) e per il prossimo alla riduzione delle tasse (4,5 miliardi). Il Def bocciato in parlamento è stato approvato in cdm l’11 aprile e l’iter consueto ha richiesto un paio di settimane nelle camere.