Nell’incontro, il governo Scholz avrebbe “chiarito che non ci potrà più essere alcuna cooperazione nell’ambito della difesa finché Pechino continuerà a reagire in modo non trasparente e chiuso”. Nel corso della prima visita dei cinesi in Germania dopo la pandemia, Berlino si sarebbe mostrata “pienamente consapevole della ‘charming offensive’ avviata dalla Cina dopo le enormi pressioni americane”. Nel rapporto si legge anche che i cinesi avrebbero letto le loro dichiarazioni da un foglietto.
Il testo sarebbe emerso tra i leak di Jack Teixera, la talpa del Pentagono che ha diffuso documenti classificati sui social media per gamer. Ma non è chiara la fonte, secondo i giornali tedeschi. Anche se il codice “Fisa” apportato al documento potrebbe significare che l’intercettazione illegale sia stata autorizzata da un tribunale speciale americano. I servizi segreti tedeschi stanno indagando, ma intanto il parlamentare verde Konstantin von Notz sottolinea che “si tratta di un episodio grave. E vale ancora la frase di Angela Merkel: ‘non è accettabile che ci si spii tra amici”.
Nel 2013 aveva suscitato un’ondata di indignazione internazionale la notizia che il cellulare dell’allora cancelliera fosse stato spiato dai servizi segreti americani. Merkel se n’era lamentata con il presidente americano Barack Obama, e da Washington avevano promesso che “la comunicazione della cancelliera non sarà sorvegliata” e che la raccolta dati dell’intelligence sarebbe stata controllata meglio. Promesse invecchiate male.
Quell’anno, l’ex analista del Nsa Edward Snowden svegliò il mondo pubblicando miriadi di documenti dell’intelligence americana che dimostravano quanto fosse pervasiva e penetrante la sorveglianza del Nsa sui cittadini statunitensi. Ma Spiegel aveva scoperto poco dopo che i servizi americani intercettavano in modo capillare anche milioni di conversazioni telefoniche e via internet in Germania.