(ANSA) – NAPOLI, 28 APR – Il percorso di vita e d’arte di
Artemisia Gentileschi nelle opere esposte nella sale del Museo
diocesano di Napoli in occasione della mostra ‘Artemisia
Gentileschi tra Roma, Firenze e Napoli’. L’esposizione,
realizzata con il sostegno della Regione Campania, sarà aperta
al pubblico da domani 29 aprile e fino al 3 luglio. Oggi la
visita in anteprima del ministro della Cultura, Gennaro
Sangiuliano. La mostra, curata da Pierluigi Leone de Castris,
vuole provare a collegare l’attività napoletana alla formazione
e alle tappe fiorentine e romane della carriera della pittrice.
Un’esposizione che regala al visitatore opere molto note ed
alcune invece quasi sconosciute ed è realizzata grazie a
importanti prestiti giunti dalla Galleria degli Uffizi e di
Palazzo Pitti a Firenze, dal Museo di Capodimonte di Napoli e da
altri musei e Fondazioni e da alcuni collezionisti privati. La
mostra vuole rendere omaggio a quest’artista che ha avuto un
ruolo nella formazione del linguaggio degli artisti meridionali
del ‘secolo d’oro’. Il tratto distintivo dell’esposizione è il
suo essere incentrata sulla vita, sulla formazione e sulla
carriera dall’artista e anche sul suo rapporto con l’opera del
padre Orazio o con la lezione di Caravaggio.
Tra le opere esposte nelle sale del Museo Diocesano di Napoli
le sue tante interpretazioni del soggetto di Giuditta, a
cominciare da quella precoce del Museo di Capodimonte fino a
quella della Galleria Palatina e della Galleria degli Uffizi a
Firenze, che rappresentano forse la traduzione più efficace,
originale e violenta del soggetto per almeno due volte prescelto
da Caravaggio. Certo è che sia a Roma, sia a Firenze che a
Napoli, i luoghi dove più a lungo Artemisia Gentileschi si trovò
a lavorare, la sua pittura forte, naturalista, ma insieme
preziosa e raffinata, riscosse grande successo sia presso i
collezionisti che presso i maggiori pittori del tempo che con
lei si trovarono a interloquire e a collaborare. (ANSA).