(ANSA) – TORINO, 02 MAG – Se ci fossero stati gli invasi che
il mondo agricolo chiede da tempo, le abbondanti piogge cadute
il 30 aprile e il 1° maggio, avrebbero soddisfatto il fabbisogno
per la prossima estate. Lo evidenzia la Coldiretti torinese: “Se
avessimo potuto trattenere anche solo una piccola parte
dell’acqua dilavata via nei fiumi – sostiene il presidente Bruno
Mecca Cici – avremmo messo al sicuro le coltivazioni per tutta
l’estate fino al completamento delle maturazioni”.
In due giorni sono caduti fino a 120 mm di acqua nelle fasce
pedemontane e di alta pianura tra Canavese e Pinerolese.
“La pioggia abbondante ha scongiurato la catastrofe nei campi
proprio nel momento in cui si sono appena completate le semine
primaverili e mentre il foraggio sta crescendo nei prati, ma se
l’acqua, assorbita dal terreno, favorirà la prima crescita delle
piantine il fabbisogno irriguo annuale non è certo soddisfatto
con solo due giornate di ‘innaffiata’, fa notare la Coldiretti
torinese. “Quello che invece sarebbe sufficiente per tutto
l’anno è il volume di acqua che, se fosse presente una rete di
infrastrutture di trattenuta e accumulo, costituirebbe una
preziosa scorta per salvare i raccolti in caso di siccità”.
Coldiretti Torino torna a chiedere alla Regione un Piano per
i piccoli invasi. “se fossimo stati in grado di immagazzinare
anche solo un decimo dell’acqua in due giorni, calcolando i
fabbisogni idrici delle varie colture, avremmo accumulato circa
15 milioni di metri cubi, pari a circa la metà della capacità
della diga idroelettrica di Ceresole Reale. Non capiamo cosa si
aspetti a varare una progettazione complessiva in favore dei
piccoli invasi sul territorio”. (ANSA).