Inizia così la lettera aperta postata su Facebook da Antonella Zarri, la mamma di Alberto e di Alice, con il primo che un anno fa finì per uccidere violentemente la sorella. Alberto è stato rinviato a giudizio, il processo inizierà a giugno.
“Graziano, impotente e spaventatissimo, registrava la seconda chiamata. La voce di nostro figlio non mentiva sulla follia che lo stava travolgendo. Dopo aver minacciato suo padre, Alberto aveva chiesto di sua sorella. Abbiamo tentato di trasmettere i suoni agghiaccianti di quella voce alla Polizia. Ma era, come oggi, il 1 Maggio, la festa dei lavoratori. Abbiamo tentato di denunciare nostro figlio ma siamo stati lasciati soli”.
Alice Scagni aveva 34 anni ed un bambino di 2, nel tempo era diventata un’avvocata di successo, mentre la vita del fratello Alberto, provato da problemi di epilessia deraglia e prende una piega del tutto diversa fatta di rancore e insoddisfazione. Il primo maggio 2022 a Quinto, quartiere di Genova, sotto l’abitazione della sorella Alberto la uccide con 17 coltellate.
“Non sono intervenuti e ci hanno rimandato al lunedì successivo. Ma Alberto ed Alice non hanno più avuto un lunedì. Questa è la sola ed unica verità. Quella che tutti hanno ben compreso. È terribilmente semplice. Ma per la Procura – continua la donna – Alberto Scagni non è matto perché è l’unico responsabile di tutto quanto è accaduto. Così è più semplice. Non è gravemente infermo di mente. Ha torto il Perito del Giudice e ragione il consulente del Pm che ha stabilito, ancor prima di ogni perizia, che Alberto Scagni è un simulatore ed un callido assassino. Per ora sono stati smentiti ma sono sicura che troveranno un Giudice che, per ‘ragion di Stato’ disporrà un’altra perizia che possa rimettere ogni cosa al suo posto. Tutta la colpa sarà di noi semplici cittadini mentre alcuna responsabilità avranno gli inerti rappresentanti dello Stato. Quando lo Stato fallisce la colpa è sempre dei cittadini”.
“Tra poche ore, un anno fa, verrà uccisa nostra figlia Alice. Un tragico destino. Una tragedia enorme. Mostruosa. Che queste ore siano di riflessione per coloro che, sollecitati invano da due anziani genitori disperati, non sono voluti intervenire in loro soccorso. Che ogni minuto che passa sia per loro un peso sulla coscienza con il quale dover fare i conti”, conclude la signora Zarri.
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