“Il nostro vivere quotidiano e la nostra democrazia sono e saranno fortemente influenzati dall’Intelligenza Artificiale, saperlo e capire come funziona diventa cruciale per esercitare i propri diritti di cittadinanza fino in fondo”. Una consapevolezza che riguarda istituzioni e cittadini e uno degli obiettivi del percorso avviato a Montecitorio dalla vicepresidente della Camera dei Deputati Anna Ascani, esponente del Pd, e presidente del Comitato di Vigilanza sull’attività di documentazione, con un ciclo di audizioni di esperti e operatori, nazionali internazionali. L’indagine è finalizzata a conoscere l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi, potenzialità e limiti, e analizzarne i possibili campi di applicazione a supporto delle attività parlamentari, anche per ciò che riguarda l’analisi dei testi, la ricerca e la classificazione delle informazioni.
“Abbiamo avviato il ciclo di audizioni partendo dalle basi: dalla tecnica e dall’etica” spiega Ascani a Rainews.it. Il primo appuntamento “con la professoressa Rita Cucchiara, sugli sviluppi a breve e a medio termine dell’Intelligenza Artificiale, e con il professor Paolo Benanti, esperto di etica delle tecnologie, sulla questione dell”intelligenza artificiale generativa, su come prevenirne i rischi, intervenendo con una regolamentazione rapida e all’altezza dell’innovatività del fenomeno da normare”. Oggi, 3 maggio, il secondo appuntamento con l’audizione del professor Maurizio Ferraris e del professor Gianluca Misuraca.
Come nasce l’iniziativa?
“L’iniziativa nasce in realtà in una legislatura precedente, addirittura prima del Covid, con una finalità prevalentemente esplorativa della materia, noi l’abbiamo ripresa sentendo l’urgenza di fare due cose: da un lato approfondire insieme ad esperti e stakeholder le caratteristiche dell’Intelligenza Artificiale nel nostro tempo e nel medio e lungo termine, quindi rischi e opportunità comprensibili ai legislatori – parlamentari, membri del comitato e non – e ai cittadini perché la nostra idea è che tutte le audizioni siano pubbliche e fruibili dall’esterno. E poi l’altro obiettivo è quello di capire invece quali tipi di applicazioni di IA si possono utilizzare per quel che riguarda la documentazione parlamentare che è l’ambito di cui il Comitato si occupa. Prendiamo il testimone di un’idea che nasce precedentemente, l’urgenza arriva però da un dibattito pubblico sempre più forte”.
Uno dei temi è la regolamentazione della materia. La discussione in Italia e in Europa a che punto è?
“La tecnologia in questo ambito corre a una velocità incredibile, e la regolazione deve ripensare se stessa se vuole essere all’altezza delle sfide che questa tecnologia pone. L’Europa sta facendo un ottimo lavoro con l’AI Act, di cui si sta discutendo. Quello che vuole fare l’Europa non è regolare la tecnologia, perché sappiamo che una volta fatta la regola quella tecnologia evolverà in un modo che non è prevedibile oggi, ma andare a individuare delle categorie di rischio e su quelle intervenire con la regolazione”.
Circoscrivere così gli ambiti di intervento?
“Stabilire dei limiti che riguardano gli obiettivi per cui le tecnologie vengono usate, non le tecnologie stesse. E questo è un cambio di paradigma molto importante che rende l’Europa, da questo punto di vista, più avanzata sulla regolazione rispetto al resto del mondo. E di fatto ci pone all’avanguardia. L’Italia sta all’interno di questo processo come è normale che sia, perché immaginare che i paesi membri dell’Ue procedano ognuno per la propria via, con una regolamentazione autonoma, sarebbe evidentemente un errore, un caos che invece è da evitare. Poi alcuni parlamentari europei hanno firmato un appello, con la volontà di agire a un livello addirittura superiore rispetto all’Ue, immaginando un ragionamento globale rispetto all’Intelligenza Artificiale, che per sua natura non è riducibile ai confini spaziali e ha bisogno di un ragionamento più ampio, ad esempio sul riconoscimento facciale, sul pregiudizio rispetto ai reati, sul credit system. Una serie di cose che l’AI Act individua come rischiose e che sarebbe bene però discutere a livello globale”.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha proposto l’utilizzo del riconoscimento facciale nelle stazioni, negli ospedali, e nelle zone commerciali di alcune città, nell’ambito di un nuovo piano per la sicurezza. Che ne pensa?
“Dal mio punto di vista sarebbe un errore, intanto proprio perché va in una direzione contraria rispetto al ragionamento che si sta facendo a livello europeo. E anche perché quel ragionamento è figlio di considerazioni importantissime relative alla privacy, alla gestione dei dati e alla sicurezza delle persone, sicurezza che non è soltanto quella di cui parla Piantedosi nei luoghi pubblici”.
Altri aspetti di cui parlare?
“Quella per i luoghi pubblici è una battaglia giustissima, ma la sicurezza delle persone è anche sicurezza dei nostri dati e il riconoscimento facciale è una tecnologia che ci espone enormemente rispetto alla nostra privacy e al nostro diritto alla tutela dei dati. Se l’Europa arriva a definire i rischi relativi al riconoscimento facciale è perché questi rischi esistono. Sarebbe un errore non tenere conto di questo e sarebbe solo un’illusione di sicurezza, si creerebbe invece ancora più insicurezza”.
Il caso Hinton è un nuovo campanello d’allarme?
“È indubbiamente un campanello d’allarme perché Geoffrey Hinton è una delle figure chiave nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, ha avuto e ha un ruolo fondamentale, e proprio lui dice ‘voglio poter parlare dei rischi’. Credo sia molto importante affrontare la questione, dobbiamo davvero porci il problema di cosa comporta l’adozione di queste tecnologie che arrivano in modo così permeante nella nostra quotidianità e nelle nostre vite. Campanelli d’allarme come questo sono importanti perché stimolano un dibattito pubblico che è stato finora un po’ assente, o comunque ristretto agli addetti ai lavori”.
La politica e le istituzioni possono fare di più?
“Credo che serva fare molto di più a livello di comunicazione e formazione, a tutti i livelli. Dovremmo riuscire a mettere tutti in condizione di conoscere le opportunità e i rischi che ci sono nell’utilizzo di questi algoritmi e chiedersi quali siano le finalità di chi li realizza. Quello che cerchiamo di fare è proprio elevare il livello di consapevolezza. E quindi portale la discussione, anche quella specialistica, nei luoghi della politica. Rendere comprensibile un messaggio complesso è molto molto importante ed è l’obiettivo delle audizioni. Il nostro vivere quotidiano e la nostra democrazia sono e saranno fortemente influenzati dall’Intelligenza artificiale, saperlo e capire come funziona diventa cruciale per esercitare i propri diritti di cittadinanza fino in fondo”.
Il lavoro del Comitato testimonia, in questo ambito, una coesione tra le diverse forze politiche.
“Il Comitato nasce come un organo dell’Ufficio di Presidenza, per tenere insieme tutti i membri dell’Ufficio di presidenza e la coesione da questo punto di vista tra le diverse forze politiche è totale, perché l’intenzione è proprio quella di mettere a disposizione strumenti di comprensione sulla materia. Tutti concordiamo sulla necessità di fare di più di quanto si sia fatto fin qui. E questa è una buona notizia”.
Audizione a Montecitorio sull’intelligenza artificiale
VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…
VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…
VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…