I soccorsi dopo la strage nella scuola di Belgrado
Il ragazzo, secondo il capo della polizia della capitale Veselin Milic, aveva pianificato il suo gesto da almeno un mese. Parlando in una conferenza stampa, Milic ha aggiunto che Kosta K. era in possesso di una piantina della scuola e di un elenco di compagni di scuola da uccidere. E’ stato lo stesso pluriomicida, ha detto Milic, a chiamare la polizia informandola di aver sparato a tante persone, ma non ha chiarito il motivo della strage, compiuta con una pistola calibro nove. Il ragazzo aveva anche quattro bottiglie molotov.
Il governo serbo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, dal 5 al 7 maggio, in memoria delle nove vittime della strage di stamane in una scuola primaria di Belgrado. Ne ha dato notizia il ministro dell’istruzione Branko Ruzic nel corso di una conferenza stampa. La capitale serba e l’intero Paese sono sotto choc per tale evento tragico, avvenuto alla ripresa delle lezioni e delle altre attività lavorative dopo una pausa festiva per il lungo ponte del Primo Maggio. In Serbia e in altri Paesi dell’ex blocco socialista è giornata festiva anche il 2 maggio.
La madre di una bambina che ha assistito alla sparatoria nella scuola elementare di Belgrado ha raccontato il momento in cui la figlia ha sentito i colpi di pistola. Astrid Merlini ha riferito che la figlia pensava si trattasse di fuochi d’artificio, ma poi ha visto la guardia di sicurezza collassare sotto i proiettili del 14enne sospettato. “Quando mia figlia ha visto la guardia di sicurezza cadere si è spaventata ed è subito corsa in classe”, ha spiegato. Così è stata lei a dire all’insegnante che stava avvenendo una sparatoria. “Il docente ha subito messo al riparo i bambini chiudendoli dentro la classe”, ha aggiunto Merlini. Molti degli alunni si sono poi rifugiati sotto i banchi.
La polizia serba ha arrestato il padre del ragazzo che ha aperto il fuoco in una scuola elementare a Belgrado. Lo riferisce la Cnn. L’adolescente conosceva il codice della cassetta di sicurezza in cui il genitore metteva le armi. Il capo della polizia di Belgrado Veselin Milić ha spiegato alla Cnn che il ragazzo aveva in una borsa una pistola da 9mm, un’altra di piccolo calibro e una bottiglia molotov. Sembrerebbe che il padre fosse solito portare il figlio al poligono di tiro.
Kosta K., l’autore della strage alla scuola di Belgrado, secondo la legge serba non è penalmente responsabile poiché non ha ancora compiuto 14 anni. Lo ha detto l’avvocato Aleksandar Cvejic, citato dalla Tanjug. A suo dire, il ragazzo – che ha ucciso a colpi di pistola otto allievi della scuola e una guardia giurata, ferendo inoltre altri sei studenti e un insegnante – dopo l’interrogatorio da parte della polizia in presenza dei genitori potrà essere rilasciato e rimandato a casa. Nei suoi confronti, secondo Cvejic, non si possono adottare provvedimenti penali dal momento che non ha ancora compiuto 14 anni.