Capelli rosso fuoco, baffo sbarazzino, dinamismo perenne sono le prime caratteristiche con cui viene da ricordare il giovane cineasta che si affaccia sulla scena nel 1991 con la sua prima regia, Americano Rosso, tanto convincente da fargli guadagnare il David di Donatello e il Ciak d’oro per il migliore esordio. Ma D’Alatri calcava il set fin da giovanissimo, avendo debuttato come attore e qualcuno lo potrebbe riconoscere nel piccolo Giorgio del Giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (1970). È stata però la pubblicità la sua vera palestra, un esercizio di mestiere e duttilità che gli valse oltre 100 spot, riuscitissimi, già dai primi anni ’80, premiati a Cannes con la Palma d’oro e in tutto il mondo. La successiva campagna per la telefonia (“Una telefonata allunga la vita” con Massimo Lopez) e quella per il caffè (con un giovane Paolo Bonolis) sono ancora citate come esempi di creatività al servizio dell’industria. Ma Alessandro aveva il cinema nel sangue e nel 1993 trovò il suo primo, autentico “fratello” cinematografico in Kim Rossi Stuart che diresse in Senza Pelle nel 1994, conquistando un inatteso spazio nel concorso di Cannes e un Nastro d’argento per la sceneggiatura. Il sodalizio continua con I Giardini dell’Eden (1998) in concorso a Venezia, forse la sua opera più ispirata, affascinante, ambiziosa. Proseguirà spesso da regista, scegliendo temi importanti gestiti con un minimalismo quotidiano, un gusto in understatement per la commedia che lo porta a scoprire Fabio Volo (Casomai e La Febbre) o Paolo Bonolis (Commediasexi). I suoi due ultimi lungometraggi sono oggi quasi invisibili (Sul Mare e The Startup), ma confermano una singolare sensibilità alla “lunga ala della giovinezza” che lo farà ricordare come un irredimibile Peter Pan del nostro tempo. Nel frattempo D’Alatri aveva scoperto le potenzialità del racconto in musica mettendosi al servizio (per riusciti videoclip) di artisti come Renato Zero, Negramaro, Elisa, Laura Pausini, ma continuava a pensare cinema e aveva un nuovo progetto nel cassetto. Il suo ultimo lavoro è stata invece una serie tv, Il Professore con l’amico Gassmann, appena due anni fa. Il destino oggi lo rapisce alla sua famiglia, ma chi ama il cinema italiano farebbe bene a riguardare i suoi film, così in anticipo su tanti fermenti della gioventù di oggi.