(ANSA) – GENOVA, 03 MAG – Nuovo stop del processo per il
crollo del ponte Morandi (14 agosto 2018, 43 vittime) rinviato
di una settimana tra le polemiche perché uno dei legali di Spea
ha il Covid. Oggi si sarebbe dovuto procedere con il contro
esame di Fabrizio Gatti, ingegnere di Cesi, e poi sentire
Maurizio Morandi, il figlio dell’ingegnere che progettò il
viadotto. Il legale ha fatto sapere di non essere riuscito a
preparare il controesame e di non essere riuscito a preparare
nemmeno un collaboratore di studio per oggi per questo ha
chiesto il rinvio o in subordine di fare slittare il
controesame, spiegando che però era un suo diritto stare in
udienza anche nel corso dell’esame.
Prima della decisione del collegio, presieduto dal giudice
Paolo Lepri, c’è stato un battibecco tra il pubblico ministero
Walter Cotugno e l’avvocato Luca Marafioti. Questi aveva chiesto
di citare due testimoni non per martedì prossimo ma per un altro
giorno. Il pm gli ha risposto che non era possibile e di fare
“valere il legittimo impedimento” e a quel punto il legale ha
alzato la voce dicendo “non iniziamo a fare dispettucci”. Alla
fine i toni si sono abbassati grazie anche all’intervento del
giudice Ferdinando Baldini. Alla fine le udienze riprenderanno
martedì prossimo, ma il figlio di Morandi non sarà sentito,
vista l’età, e verranno acquisite solo le sue dichiarazioni
rilasciate durante le indagini.
Una decisione che lascia scontenti i parenti delle vittime.
“I giudici – spiega Emmanuel Diaz, fratello di una delle vittime
– si sono incaricati di fornire una strategia alle difese, di
rinviare sempre tutto, ci hanno fatto vedere che se si deve
rinviare si può rinviare, che se uno è stanco per fare domande è
possibile rinviare. Oggi sono qui con un po’ meno fiducia nei
confronti del collegio. Quando inizieranno a trattarli come
quello che sono e cioè terroristi? Ricordiamoci che stiamo
parlando di 43 morti e 28 feriti gravi. Gli imputati riescono a
ottenere più benefici di noi. Ma sono loro che possono
permettersi di tirarla per le lunghe, noi no”. (ANSA).