(ANSA) – ROMA, 04 MAG – L’anello “Venere” mostra il
delicato volto femminile della dea pagana con i capelli mossi
dal vento, inciso nella turchese, impreziosito da diamanti
cognac. Non si tratta di un semplice anello in oro e pietre
preziose, ma di un pezzo unico di alto artigianato orafo dal
fascino magnetico, che vuole raccontare i miti e le leggende
delle civiltà dell’antico Mediterraneo, dai greci all’Impero
Romano. L’anello fa parte della nuova collezione di Ivan
Barbato, artigiano lombardo, con atelier a Cardano al Campo,
vicino all’aeroporto di Malpensa, che espone i suoi preziosi a
Roma, nella mostra intitolata Sulle orme della materia, a cura
di Monica Cecchini, dal 5 al 7 maggio 2023 nella Galleria
Incinque Open Art Monti. Il vernissage anticipa la terza
edizione della Roma Jewelry Week che si terrà dal 6 al 15
ottobre, sul tema Second life. Nella passata rassegna, Barbato
aveva vinto il primo premio del concorso Incinque Jewels, grazie
al gioiello Sulle orme del tempo, unione inedita di materiali e
tecniche che hanno origine in diversi luoghi ed epoche storiche.
Le creazioni di Ivan Barbato dedicate al Mediterraneo
trasmettono le suggestioni di antiche civiltà madri della nostra
cultura, in un costante equilibrio tra natura e materia. Sono
pezzi d’autore di alta gioielleria che evocano storie
millenarie, un viaggio nel tempo tra mitologia e leggenda, tra
mare e terra nei quali conchiglie, perle e animali marini e miti
sono uniti in un connubio inedito dall’artista. Come se il mare
aprisse il suo enorme scrigno facendone fuoriuscire tesori
sconosciuti che grazie alla maestria dell’artigiano orafo
lombardo tra i più apprezzati nello scenario del gioiello
contemporaneo, diventano piccole opere d’arte da indossare. Il
suo è un estro innato nel saper modellare metalli e incastonare
pietre nel segno della creatività e della sperimentazione. Ogni
singolo gioiello è un pezzo unico che racconta una storia
diversa, un dialogo continuo tra l’artista e la materia, una
scultura in miniatura. Ivan Barbato ama misurarsi con forme
della natura, non pure, non lineari, trasformandole in gioielli
inimitabili, non replicabili perché in natura non c’è niente di
identico all’altro. (ANSA).