(ANSA) – PARMA, 05 MAG – È il pittore Ugo Celada da Virgilio
(1895-1994) il protagonista della prossima mostra temporanea al
Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato
(Parma), in programma dal 7 maggio al 17 settembre. ‘Enigma
antico e moderno’ è un’esposizione di circa cinquanta opere, a
cura di Cristian Valenti, che intende ricollocare la sua figura
all’interno del contesto culturale del suo tempo, proponendo
inediti dialoghi con lavori di artisti a lui coevi e antichi
maestri, come Virgilio Guidi, Francesco Hayez, Giorgio De
Chirico e Giorgio Morandi. Figura schiva e reticente, Celada ha
attraversato tutto il secolo breve senza lasciarsi scalfire
dalle correnti della contemporaneità: la sua opera ha un’anima
duplice, è un enigma antico e moderno assieme, espressione di un
linguaggio colto e raffinato capace di raccontare una bellezza
senza tempo.
Il percorso si sviluppa in tre sale che ripercorrono i generi
affrontati dal pittore: gli affetti familiari, i nudi, i
ritratti e le nature morte. La prima sala è dedicata agli anni
della formazione e della creazione di uno stile personale,
soprattutto focalizzato sulla sfera degli affetti, che ben si
prestano a restituire la dimensione intima della pittura del
realismo magico. Il secondo ambiente si concentra sulla
rappresentazione della figura umana e quindi della
ritrattistica. Per ultimo si incontrano le nature morte, molto
amate per le infinite possibilità di resa dei dettagli, e i
paesaggi en plein air, poco numerosi nel corpus dell’artista, ma
che aiutano a restituire un’immagine versatile di un pittore
votato alla classicità.
Nel 1931, anno spartiacque nella sua carriera, Celada
manifesta la sua aspra presa di posizione contro il Movimento
del Novecento di Margherita Sarfatti, definito come una
formazione politico-commerciale sopraffattrice e accusato di
avere codificato un’Arte di Stato. Da quel momento inizia un
percorso verso l’isolamento che lo porterà ad essere
dimenticato. Solo nel 1985 la sua figura viene riscoperta grazie
a Flavio Caroli, che a lui dedica un saggio che non avrà però
seguito nelle successive antologie e mostre dedicate all’arte
del primo Novecento. (ANSA).