(ANSA) – FERRARA, 05 MAG – La digitalizzazione dei beni
culturali, la sicurezza sismica degli edifici storici, il ruolo
strategico del patrimonio culturale nella transizione ecologica:
saranno tra i temi affrontati durante la 28/a edizione di
Restauro-Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali,
dei Musei e delle Imprese, in programma a FerraraExpo dal 10 al
12 maggio. Saranno presenti anche più di 50 delegati da otto
Paesi (Arabia Saudita, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kosovo,
Libano, Turchia) grazie alla collaborazione con il ministero
degli Esteri e l’agenzia Ice.
Numerose saranno le presenze istituzionali come quella di
Assorestauro – associazione italiana per il restauro
architettonico, artistico, urbano – partner storico del Salone,
che parteciperà con le proprie aziende associate, tra le quali
produttori di materiali, attrezzature e tecnologie e i fornitori
di servizi e imprese specializzate. Per la prima volta al Salone
parteciperà il Consiglio Nazionale degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc), mentre il
ministero della Cultura sarà come sempre presente con un’area
che, oltre ad ospitare 40 tra Istituti, Direzioni Generali,
Segretariati, Musei e Soprintendenze, prevede una serie di
Laboratori didattici con il coinvolgimento di studenti liceali e
universitari. Al Salone saranno tra l’altro presentati
importanti progetti virtuosi di restauro, come quello del
Palazzo dei Diamanti di Ferrara o delle opere artistiche del
Perugino del Nobile Collegio del Cambio.
Novità di questa edizione è la costituzione di un Advisory
Board, un Tavolo Tecnico Operativo composto da realtà e
professionisti che sono massima espressione delle attività di
tutela, recupero e conservazione dei Beni culturali e
ambientali, “allo scopo di favorire la condivisione delle
opportunità e le interlocuzioni fra tutti gli stakeholders che
compongono la filiera”. “Il modello italiano di valorizzazione
dei beni culturali – dice il direttore di Assorestauro, Andrea
Grilletto – è un esempio virtuoso che tutti i paesi del mondo
stanno guardando per aumentare la capacità economica del turismo
culturale”. (ANSA).