Il prestigioso riconoscimento, assegnato ogni anno dall’Association for Computing Machinery (Acm), viene attribuito per “specifici risultati teorici che hanno avuto un impatto significativo e dimostrabile sulla pratica dell’informatica”. Tra i passati vincitori ci sono gli inventori della crittografia a chiave pubblica, dei codici a correzione di errore usati per le trasmissioni video, e degli algoritmi per il sequenziamento del Dna. I professori Ferragina e Manzini sono stati premiati per l’invenzione dell’FM-index, con risultati scientifici che hanno rivoluzionato la compressione dati e le applicazioni dell’informatica alla genomica.
Oltre ai due docenti del Dipartimento di Informatica, il premio è stato assegnato anche a Michael Burrows, ricercatore inglese che lavora a Google.
Nel 1994 Michael Burrows e David Wheeler (scomparso nel 2004) hanno pubblicato un articolo che descriveva un rivoluzionario algoritmo di compressione dati basato su una trasformata reversibile dell’input. Questa trasformata, in seguito chiamata “Burrows-Wheeler Transform”, è stata utilizzata, per esempio, come elemento fondante del compressore bzip2, oggi parte di tutte le distribuzioni Linux. Nel 2000 Paolo Ferragina e Giovanni Manzini hanno esteso il risultato di Burrows e Wheeler con nuove tecniche algoritmiche, mostrando come costruire un ”indice compresso”, in seguito chiamato FM-index dalle iniziali dei due ricercatori, che supportava ricerche veloci nel testo usando uno spazio asintoticamente uguale a quello dei migliori compressori noti.
Fino ad allora si riteneva impossibile non incorrere in una significativa penalità in spazio per ottenere ricerche veloci: l’FM-index ha smentito questa congettura aprendo la nuova area di ricerca nota con il nome di Strutture Dati Compresse. Oltre alla sua importanza teorica, la semplicità e l’efficacia dell’FM-index lo hanno reso una scelta molto diffusa per la realizzazione di strumenti software che lavorano su Big Data, con rivoluzionarie applicazioni nella genomica, come i tool BowTie e BWA che sono oggi gli strumenti più usati per l’allineamento di sequenze di Dna.
”Il premio – ha detto il professor Giovanni Manzini – è un riconoscimento agli studi nei settori della compressione dati e dei motori di ricerca, sui quali la comunità italiana è sempre stata all’avanguardia e ha espresso negli anni risultati scientifici molto apprezzati a livello internazionale. Questa tradizione ha ispirato e nutrito le nostre ricerche di inizio anni 2000 e tutta la nostra attività di ricerca successiva”.
”Il premio – ha aggiunto il professor Paolo Ferragina – è frutto di una ricerca che è nata ed è stata condotta in Italia, in un ambiente fertile di iniziative e collaborazioni, quale il nostro Dipartimento di Informatica. Speriamo che questo riconoscimento sia di stimolo per i giovani ricercatori e per le future generazioni di studenti che sceglieranno Pisa per i loro studi informatici”.
Sui social Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha scritto: “Questa è davvero una bellissima notizia: i professori Paolo Ferragina e Giovanni Manzini dell’ Università di Pisa a sono i primi italiani della storia (e quarti europei in assoluto) a ricevere il Paris Kanellakis Theory and Practice Award, il premio internazionale istituito nel 1996 che è considerato il secondo più importante al mondo nel campo dell’informatica! Il riconoscimento gli è stato attribuito per ‘l’invenzione dell’FM-index con risultati scientifici che hanno rivoluzionato la compressione dati e le applicazioni dell’informatica alla genomica’. A entrambi vanno le mie congratulazioni, sono davvero orgoglioso e felice che le nostre università possano contare su professionalità di livello così alto e che Pisa si confermi ancora una volta punto di riferimento dell’informatica in Italia. Paolo è un caro amico, sono davvero orgoglioso di questo suo risultato”.
Il professor Ferragina ha conseguito la laurea in Scienze dell’Informazione nel 1992 e il dottorato di ricerca in Informatica nel 1996 nell’Ateneo pisano. Nel biennio 1997-98 è stato post-doc al Max Planck Institut fur Informatik in Germania. Dal 2007 è professore ordinario all’Università di Pisa, ricoprendo anche vari ruoli istituzionali: prorettore per la Ricerca applicata e l’Innovazione, direttore del dottorato regionale di ricerca in Informatica, prorettore per l’Informatica. Nel 2019 è stato insignito dell’Ordine del Cherubino dall’Ateneo pisano.
Il professor Manzini ha conseguito la laurea in Matematica all’Ateneo pisano e il diploma della Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1988. Nel 1995 ha ottenuto il diploma di perfezionamento in Matematica alla Scuola Normale Superiore. Successivamente ha insegnato all’Università di Torino e all’Università del Piemonte Orientale. È professore ordinario dal 2006, e docente dell’Università di Pisa dal 2021.
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