(ANSA) – ROMA, 10 MAG – Bidayat, società di Alsara Investment
Group fondata da Rachid Mohamed Rachid, ha acquisito la
proprietà intellettuale e una parte sostanziale degli archivi
dello storico marchio fondato dallo stilista Walter Albini. La
piattaforma d’investimento sta avviando una collaborazione con
diversi musei, istituzioni culturali, curatori, editori e media,
per creare consapevolezza e riconoscimento intorno all’eredità
di Walter Albini e al suo significativo impatto sull’industria
della moda, con l’intenzione di rilanciare l’iconico marchio.
Albini è stato uno stilista italiano divenuto celebre tra la
metà degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta per il
suo approccio innovativo alla moda. Riconosciuto come uno dei
più grandi stilisti italiani, ad Albini si deve la diffusione
del concetto di made in Italy nel mondo, oltre ad essere stato
uno dei pionieri del ready-to-wear. Sebbene il nome e il
marchio dello stilista furono presto dimenticati a causa della
sua morte precoce nel 1983, all’età di 42 anni, le sue
straordinarie creazioni e la trasformazione che portò nel mondo
della moda continuano ad essere fonte d’ispirazione. Il
contenuto degli archivi di Albini era in precedenza di proprietà
di Barbara Curti, la cui madre, Marisa Curti, fu una
collezionista di Walter Albini sin dagli esordi dello stilista.
L’archivio rappresenta il più ampio catalogo di capi e accessori
del marchio e include capi d’abbigliamento caratterizzati dalle
inconfondibili stampe, accessori in tessuto oltre a gioielli,
disegni e fotografie. Barbara Curti continuerà a seguire il
progetto in qualità di curatrice dell’archivio e consulente per
Bidayat. “Siamo onorati di aver riscoperto questo gioiello
nascosto della moda italiana – ha detto Rachid Mohamed Rachid –
. Stiamo studiando i vasti archivi di Albini per porre le basi
per il futuro del brand omonimo, che merita di veder rivendicato
il suo posto nel panorama della moda. La vera sfida sarà trovare
una squadra direttiva del giusto calibro per concretizzare la
nostra visione e ambizione”. Quindi la caccia allo stilista che
diventerà il direttore creativo è aperta. (ANSA).