(ANSA) – FIRENZE, 12 MAG – Piero Pelù ha fatto visita al
carcere fiorentino di Sollicciano, suonando per l’occasione
davanti a un centinaio di detenuti. L’iniziativa si è svolta
questa mattina nell’auditorium del carcere dove Pelù ha cantato
accompagnato dal suo chitarrista e poi ha avuto un confronto con
i detenuti.
“La situazione dei penitenziari, come quella degli ospedali e
della nostra scuola pubblica – ha commentato il rocker – ci
impone di stanziare più soldi possibili del Pnrr per aumentare
sensibilmente il personale in tutte queste strutture, e per
migliorare le condizioni di studenti, pazienti, detenuti e
detenute nonché insegnanti, medici e personale penitenziario,
perché anche da loro dipende la qualità della società italiana
futura”. “Vorrei che Sollicciano – ha detto ancora – diventasse
come quei carceri, purtroppo rari, dove veramente le persone
vengono riabilitate e rilanciate per una nuova vita, quindi
indirizzate professionalmente per non rischiare che tornino a
delinquere quando usciranno”.
Per Pelù “basta quindi con carceri sovraffollati, sì alle
prigioni dove la dignità dell’individuo è centrale. Un altro
carcere è possibile”. Riguardo all’incontro con i detenuti Pelù
ha raccontato di aver “parlato con i ragazzi e le ragazze e una
di loro mi ha detto ‘Vogliamo fare scuola di canto, seriamente,
per diventare cantanti’. Io dico sì alla scuola di canto come
dico sì a quella di orticoltura, di falegnameria, di pizzeria,
alla scuola per muratori”. “Tutto quello che può davvero aiutare
questi detenuti – ha osservato ancora – un domani ad uscire dal
carcere e costruirsi una nuova vita. È stato bello vedere un
ragazzo e una ragazza che si baciavano durante il mio piccolo
concerto, mi ha fatto pensare a Mare fuori e alla mia esperienza
con i ragazzi di Nisida nel 2018 che ha ispirato la canzone
Gigante”.
Per Antonella Tuoni, direttrice di Sollicciano, “è stato
emozionante, una giornata di musica che si è svolta cornice
festosa e positiva per i detenuti, uomini e donne, e per il
personale di sorveglianza. La musica è un collante universale e
speriamo che che ci siano altre occasioni del genere”. (ANSA).